Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

I beni culturali si ripensano, al via la progettazione delle aree archeologiche

Tre milioni dal Mibact a disposizione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo che chiama a raccolta enti, organizzazioni culturali e rappresentanti della società civile

I beni culturali si ripensano, nel segno della partecipazione. Parte giovedì 16 gennaio, alle 15, nella sede della la Camera di Commercio in piazza G.B. Vico, il laboratorio di progettazione partecipata delle aree archeologiche teatine: Teatro Romano, Tempietti e Terme.

Le "tre T", quelle su cui la città intende puntare per creare un nuovo progetto di valorizzazione delle aree archeologiche capace di restituire ai propri cittadini e ai turisti le meraviglie dell'antica Teate romana.

Il progetto, promosso dalla Soprintendenza archeologia, belle, arti e paesaggio, desidera coinvolgere in questa fase cittadini, organizzazioni culturali, progettisti, narratori e soggetti del terzo settore per immaginare una nuova visione della zona archeologica della città, capace di cucire insieme i tre beni culturali e dare il via a nuove forme di fruizione. Ma anche per aprire a giovani imprese culturali del luogo la possibilità di partecipare attivamente alla gestione del futuro sistema archeologico della città.

La Soprintendenza, di concerto con la Fondazione Fitzcarraldo di Torino e con il Dipartimento di Architettura dell'università G. d'Annunzio di Pescara, organizza un grande "laboratorio urbano", occasione di confronto a cui sono invitati enti, organizzazioni culturali, imprese, studenti e rappresentanti della società civile. Un momento di brainstorming che mira a riunire le diverse voci della città con un obiettivo: immaginare strategie di promozione e riqualificazione del nucleo storico, facendo interagire i tre beni culturali in un sistema realmente integrato con il tessuto della città. Il lavoro avrà un taglio trasversale e sarà organizzato per tavoli. "Il laboratorio urbano ci è sembrato lo strumento ideale per coinvolgere tutti gli stakeholder della città - dichiara la Soprintendente Rosaria Mencarelli –  solo attraverso il confronto aperto tra le forze in campo sarà possibile materializzare una nuova visione di Chieti, capace di dare ai suoi cittadini il gusto di vivere gli spazi culturali della città e allo stesso tempo di restituire all'antica Teate la giusta importanza nel panorama culturale italiano”.

Nel frattempo gli studenti del Dipartimento di Architettura, guidati dal professor Claudio Varagnoli, da alcune settimane sono al lavoro per progettare strategie di sviluppo e di valorizzazione sui beni: le proposte elaborate saranno esposte alla cittadinanza in una mostra aperta e costituiranno lo spunto per le prossime puntate di progettazione condivisa finalizzate alla ricerca di un comune filo narrativo che si svolgeranno tra la primavera e l'estate 2020.?

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