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Cronaca

La bellezza salvifica

L’unica speranza nel vortice turbolento che, inesorabile, sprofonda nell’abisso

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Non vi sono momenti di riposo. Gli eventi scorrono uno dopo l'altro in una rapida sequenza d'immagini drammatiche e crudeli. Nemmeno il tempo di assimilarne una, che già sconvolti per la successiva. Anomala ed oscura questa realtà che stiamo vivendo. Inutile ogni analisi o sintesi di sorta che possa regolare un qualche ragionamento sensato in questa fredda ed angosciante realtà. Sembra di precipitare sempre più giù, verso un fondo tetro ed inquietante. Misteriosi questi tempi, incomprensibili per certi versi, assurdi per davvero se si cerca di entrare nelle contorte dinamiche degli ultimi eventi. Disagi e tribolazioni epocali; neve, freddo e gelo; terremoti, valanghe e martiri; disgrazie, malamministrazioni e conflitti istituzionali; abbandono, omicidi e criminalità d'ogni genere, perfino terrorismo internazionale. Terra disastrata, popoli sconfitti, rovine in ogni luogo e macerie dappertutto per descrivere la desolazione di un individuo oramai solo e smarrito. Non v'è luogo franco, non esistono garanzie che tengano; il vortice letale risucchia ed inghiotte tutto. Vana ogni resistenza, anche le speranze residue devono arrendersi ad un mondo instabile e disordinato che avvolge, persuade e che sorprende funesto. Per un uomo solo e smarrito, alcuna garanzia: non v'è sorte peggiore di vivere in una società fragile, insicura ed impotente. Sembrerebbe proprio così. Rassegnarsi al dannato vortice non è comunque un'opzione di buon senso. Alla ricerca dunque d'ogni possibile risorsa per resistere e riemergere. Risorse infinite nei doni delle dotazioni umane; fra le tante, emerge potente la recondita bellezza. Riscoprirne i valori, oltre ad un benefico conforto emotivo, può generare sicuramente interessanti riflessioni; quelle giuste e concrete per intraprendere il nuovo cammino, quale utile e necessaria conversione. La bellezza che sorprende, la bellezza che commuove, la bellezza che salva. La bellezza di un uomo nuovo dunque, che si riscopre sicuro delle proprie energie, delle proprie possibilità, dei propri riferimenti fermi ed inscindibili, può sicuramente rappresentare la novità per una società finora votata all'effimero, alla noia ed al grigiore dell'amorfo e fallimentare individualismo. Riscoprirsi belli nelle piccole cose, nell'agire quotidiano, nelle relazioni umane, nel progetto di vita non può che rappresentare la vera novità, quella giusta a ristabilire la concordia sociale per ambire all'agognata armonia. Nulla di più semplice di una salutare riscoperta della bellezza quale propria essenza salvifica. NandoMarinucci

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