Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Casoli

La Asl: più assistenza per i pazienti "fragili’’ del Sangro-Aventino

La Asl Lanciano Vasto Chieti introduce in via sperimentale a Casoli, Lama dei Peligni e Torricella Peligna l'ambulatorio infermieristico

Novità a Casoli, Lama dei Peligni e Torricella Peligna: la Asl ha introdotto in via sperimentale un ambulatorio infermieristico per prendere in carico i pazienti fragili: ovvero in età avanzata, affetti da patologie croniche e con situazioni famigliari e sociali disagiate. I soggetti da assistere sono individuati tra quanti hanno usufruito negli ultimi tre anni di servizi ospedalieri e territoriali, e identificati attraverso le prenotazioni effettuate per visite specialistiche, e il registro delle fragilità, alimentato dal monitoraggio sul consumo di farmaci, schede di dimissione ospedaliera e accessi al Pronto soccorso.

La novità, fa sapere la Asl Lanciano Vasto Chieti, è destinata a essere estesa alle altre aree distrettuali non appena il modello di organizzazione sarà perfezionato in tutti i suoi aspetti.

L'Ambulatorio infermieristico delle fragilità effettua controlli periodici, secondo un calendario prestabilito che si integra con quello specifico per patologia, attraverso visite da effettuare sia in ambulatorio sia a domicilio per il controllo dei parametri clinici e dell’equilibrio assistenziale, e con una telefonata almeno ogni mese per verificare lo stato di compenso della malattia.

Nei tre Distretti interni alla Provincia di Chieti (Alto Vastese, Sangro Aventino e Guardiagrele) che comprendono 110.000 abitanti, sono stati identificati 5.000 soggetti (4,6% della popolazione), in quanto l’ 84% di questi ha un’età superiore a 65 anni, il 78% presenta una o più patologie croniche, e il tasso di mortalità è dieci volte superiore al resto della popolazione. Inoltre hanno probabilità di accedere al Pronto soccorso cinque volte superiore rispetto alla popolazione non fragile, e di ricoverarsi sette volte di più, anche se nel 62% dei casi si tratta di ricoveri inappropriati.  I trattamenti per tali pazienti assorbono il 34% delle risorse assistenziali. Evidente, dunque, che un’assistenza dedicata prestata a questa categoria di pazienti produce un miglioramento delle loro condizioni di salute e una riduzione sensibile dei margini di inappropriatezza delle cure.

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