Cronaca

L'università sul Fatto: Del Vecchio annuncia provvedimenti per la "tutela civile e penale"

Il direttore generale, che secondo l'articolo uscito ieri sarebbe stato protagonista di uno scontro verbale acceso con i due cronisti, replica punto per punto a quanto apparso sul giornale, chiamando in causa anche il ministero, l'avvocatura dello Stato e i revisori dei conti

Con una lettera inviata al direttore de Il Fatto quotidiano, al servizio ispettivo del ministero dell’Economia e delle Finanze, all’avvocatura distrettuale dello Stato e al collegio dei revisori dei conti della d’Annunzio, il direttore generale dell’università Filippo Del Vecchio replica all’articolo uscito ieri sul quotidiano, che, elencando beghe interne e vicende giudiziarie in cui è coinvolta l’università, raccontava di un presunto scontro molto duro fra lo stesso dg, il rettore Carmine Di Ilio e i due cronisti, che sarebbero stati cacciati in malo modo dagli uffici del rettorato.

Del Vecchio si appella al diritto di replica e fa capire, neanche troppo velatamente, che quel durissimo articolo sarà foriero di nuove carte sui tavoli della procura, assicurando "la tutela civile e penale dell'immagine del rettore, del dg e dell'ateneo". Poi, risponde punto per punto ai temi trattati nell’articolo.

Prima di tutto, il default, citato anche nel titolo: “L’ateneo di Chieti-Pescara – scrive – ha un bilancio floridissimo chiuso in pareggio e, dal 2012, addirittura in avanzo di gestione, per non parlare degli avanzi di amministrazione”. La difesa va anche alla responsabile della segreteria unica di rettore e dg, citata nel pezzo come detentrice di 33 incarichi retribuiti: “Svolge – precisa Del Vecchio – con uno stipendio fisso in base al contratto nazionale, 33 attività o procedimenti censiti ed identificati in base alla legge sulla trasparenza”. E, a scanso di ulteriori equivoci, puntualizza che “se ne svolgono 65 nell’ufficio tecnico e oltre 50 nell’ufficio del personale”.

Altro punto, sollevato già più di due anni fa addirittura da un’associazione di consumatori, è il fatto che il direttore, nel momento in cui presentò domanda per passare dall’incarico nell’ateneo aquilano a quello di Chieti, fosse indagato, ma non lo dichiarò. “Esiste la legge – dice - che consiste ad ogni cittadino che non abbia conseguito condanne di avere rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione. Un avviso di garanzia non è una condanna, fino a prova contraria”.

E così via, dal soffitto crollato qualche mese fa nella sede di Pescara, a causa del quale una docente rimase lievemente ferita, alla spinosa questione dell’Ima e dei buoni pasto, che secondo gli ispettori ministeriali venivano erogati secondo criteri che non rispettavano le regole, alla carriera definita nell’articolo “fulminante” sempre della responsabile della segreteria.

“Altre amenità dell’articolo – conclude Del Vecchio - saranno puntualmente contestate nelle sedi opportune”.

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