Cronaca

Un kaki giapponese piantumato nel giardino del convitto Vico

Domani, nella sala Manzini del convitto nazionale G.B. Vico, verrà rafforzato il elgame tra Italia e Giappone con la presentazione del progetto mondiale Kaki Tree project, per diffondere, oprattutto tra le giovani generazioni, valori come speranza, non violenza e amore per la vita

Una visita della delegazione giapponese a Chieti

Si fa sempre più stretto il legame fra Chieti e il Giappone. Sulle orme di padre Alessandro Valignano, gesuita teatino che cinquecento anni fa andò in Oriente, da cinque anni la città ha instaurato rapporti di gemellaggio con la città giapponese di Minamishimabara. 

Domani (martedì 11 aprile), alle ore 10.45, nella sala Manzini del convitto nazionale G.B. Vico, verrà rafforzato il elgame tra Italia e Giappone con la presentazione del progetto mondiale Kaki Tree project, per diffondere, oprattutto tra le giovani generazioni, valori come speranza, non violenza e amore per la vita. Parteciperanno l’assessore alla Cultura e Manifestazioni, Antonio Viola, l’assessore alla Pubblica Istruzione, Giuseppe Giampietro,  la dirigente scolastica Paola Di Renzo, e il presidente dell’associazione “Noi del Vico”, Stefano Marchionno. 

A seguire, alle ore 11.30, nel cortile interno del Vico, si svolgerà la cerimonia di piantumazione di un albero di kaki proveniente dalla città giapponese di Nagasaki, simbolo di pace e di amore. Si tratta del secondo esemplare ospitato a Chieti dopo quello già messo a dimora nella scuola primaria di via Pescara. Mercoledì (12 aprile), alle ore 16.30, sempre nella sala Manzini del Convitto Nazionale “G.B. Vico”, sarà presentato il volume “Dialogo sulla missione degli ambasciatori giapponesi alla Curia romana e sulle cose osservate in Europa durante tutto il viaggio”, a cura della professoressa Marisa Di Russo. 

Interverranno il professor Stefano Trinchese, direttore del Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali della d’Annunzio; la preside Di Renzo, Stefano Marchionno e Giustino Angeloni, rispettivamente presidente e socio fondatore dell’associazione “Noi del Vico”.

A Nagasaki, dopo l’esplosione atomica del 1945 che provocò circa 66mila vittime tra morti e feriti, un albero di kaki riuscì a sopravvivere sotto le ceneri grazie all’intervento del dottor Ebinuma, botanico di Nagasaki, specializzato nella cura delle piante. 

Il botanico giapponese, con molta dedizione, riuscì a riportarlo in buona salute. Oggi siamo alla seconda e terza generazione di figli di quel primo albero post atomico; dal suo frutto, infatti, sono stati prelevati alcuni semi da cui sono nate altre piante che il dottor Ebinuma ha iniziato ad affidare ai bambini in visita al museo del bombardamento atomico di Nagasaki, pregandoli di curarle e farle crescere perché diventassero simboli di pace e di amore. 

Nell’agosto del 1995, grazie al contributo dell’artista giapponese Miyajima, ha preso il via il progetto “Revive time l’albero dei cachi” che cerca genitori adottivi per nuovi virgulti da piantare in tutto il mondo.

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