Cronaca San Giovanni Teatino

Pressioni per cambiare sindacato, giudice del lavoro condanna l'Ivri

Il tribunale di Chieti conferma la sentenza di primo grado e respinge l'opposizione della società di vigilanza. La UilTucs: "Azione intimidatoria contro i lavoratori iscritti alla sigla sindacale"

Il tribunale del Lavoro di Chieti ha condannato per la seconda volta l’Ivri spa per condotta anti sindacale nei confronti dei dipendenti della società, respingendo l’opposizione presentata dall’istituto di vigilanza.

La società era stata già condannata nel febbraio 2016 dopo che la UilTucs Abruzzo, a tutela dei lavoratori della sede regionale dell’Ivri  S.p.a. di San Giovanni Teatino, era ricorsa al giudice del lavoro per denunciare “la condotta antisindacale perpetrata dall’azienda a danno degli aderenti al sindacato”.

“L’azione giudiziaria - spiegano i legali della UilTucs, gli avvocati Massimiliano Matteucci e Stefano Di Renzo - era scaturita da una serie di denunce pervenute alla UILTucs da parte di diversi lavoratori iscritti al sindacato, i quali hanno lamentato di aver subito vessazioni e pressioni da parte dei vertici aziendali locali della società dirette ad indurli a cambiare sigla sindacale, vessazioni trasformate gradualmente in atti persecutori mediante sanzioni disciplinari ingiustificate, spostamenti di mansioni strumentali, dequalificazione dei lavoratori e assegnazione di turni disagiati”. 

“La UilTucs Abruzzo, in linea con la propria azione sindacale - sottolinea il segretario generale della UilTucs, Mario Miccoli - aveva portato la questione prima all’attenzione della direzione aziendale e successivamente sui tavoli istituzionali preposti, Prefettura, Direzione territoriale del lavoro e Asl, sollevando anche problematiche legate alle condizioni di lavoro dei dipendenti come la poca sicurezza dei mezzi adibiti al trasporto valori, la insalubrità dei luoghi di lavoro, i turni massacranti con sovraccarichi di lavoro esponendo le guardie giurate a cali di attenzione che mettono a repentaglio la sicurezza stessa dei lavoratori”.

A quel punto, sempre secondo il sindacato, l’Ivri avrebbe avviato una azione intimidatoria contro i lavoratori iscritti alla sigla sindacale, alcuni dei quali avrebbero per questo motivo rinunciato alla propria adesione alla UIl Tucs.

Dopo la sentenza di primo grado, il giudice del lavoro, respingendo l’opposizione presentata dall’Ivri,  il 18 ottobre scorso ha ritenuto fondate le ragioni del sindacato, riconoscendo, come nella sentenza di primo grado, “il nesso di causalità tra le disdette sindacali dei lavoratori e gli atteggiamenti persecutori dei vertici aziendali Ivri Spa, dando risalto alle ingerenze perpetrate ai danni dei lavoratori e dell’organizzazione sindacale”.

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