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Non c'è un euro in cassa agli Istituti San Giovanni Battista, le Rsu: "Colpa dei Comuni"

Senza liquidità non si è in grado di far fronte agli impegni verso i lavoratori. C'è il mancato pagamento dello stipendio di febbraio e dei trattamenti accessori pregressi

La situazione viene definita nefasta, senza troppi giri di parole. La R.s.u. degli istituti riuniti di assistenza San Giovanni Battista di Chieti denuncia la gravissima situazione economica che vive l’ente.

Le casse sono vuote e non si è in grado di far fronte agli impegni verso i lavoratori (mancato pagamento dello stipendio di febbraio e trattamenti accessori pregressi).

Il tutto, dicono le rappresentanze sindacali, è la conseguenza dei mancati pagamenti, delle quote di compartecipazione alla spesa socio sanitaria a carico dei Comuni che, al 28 febbraio 2018, non hanno ancora versato quanto di loro competenza per l’anno 2017. Per alcuni enti c’è anche il mancato versamento per le quote 2016, nonostante i soldi dalla Regione siano arrivati.

"Le cifre maggiori riguardano i comuni di Chieti e Pescara, a complicare ancor di più la vita degli istituti riuniti di assistenza San Giovanni Battista di Chieti, la mancata nomina del consiglio di amministrazione della Asp 1 (azienda pubblico di servizio alla persona) della provincia di Chieti, bloccata da anni da un contenzioso tra diversi schieramenti politici sul nominativo di un componente. Problema che si protrae dall’emanazione della legge regionale 1772011, da allora nessuno è stato capace di portare alla operatività la Asp".

"Inoltre, continuano i sindacalisti, la sede di villa degli ulivi è chiusa ormai da anni, e la regione Abruzzo erogò alla Asl una somma pari a circa 2.500.000 euro, per la realizzazione di un primo lotto funzionale di nr. 40 posti di Rsa, dei quali ne sono stati realizzati solo 20 che non sono né autorizzati, né accreditati".

La Rsu ed il personale nel corso degli ultimi anni si sono adoperati insieme alle O.o.ss per trovare tutte le soluzioni possibili.
Tantissimi gli incontri in passato con sindaco, presidente della regione, assessori regionali e comunali, capigruppo regionali e comunali, 6 o 7 incontri con il prefetto. Tante promesse, nessun risultato.
A questo punto, i firmatari del documento, si chiedono se la classe politica cittadine e regionale ricorda ancora che in città c’è una struttura, che da oltre 150 anni provvede al ricovero ed all’assistenza di chi ne ha bisogno.

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