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Monsignor Forte contro Salvini: "Soccorrere è un imperativo morale"

In un'intervista al Corriere della Sera, l'arcivescovo di Chieti-Vasto critica il ministro dell'Interno e giustifica l'obiezione di coscienza di alcuni sindaci

È l'arcivescovo di Chieti-Vasto Bruno Forte, membro del Consiglio permanente della Cei, la voce più forte, in questi giorni, contro il blocco ai soccorsi dei migranti in mare. Da giorni, 49 persone sono bloccate a bordo delle Sea Watch e Sea Eye, le navi delle ong che aspettano l'autorizzazione a sbarcare in qualche porto del Mediterraneo, incontrando il rifiuto dell'Italia. 

Dopo l'appello di papa Francesco durante l'Angelus, monsignor Forte, tramite il Corriere della Sera, ha parlato di coscienza e umanità, schierandosi senza mezzi termini a favore dei soccorsi a persone in difficoltà. 

L'arcivescovo non fa riferimento soltanto alle Sacre scritture, ma anche e soprattutto alla base giuridica italiana, spiegando: 

Soccorrere essere umani in queste condizioni è un imperativo morale. Ne va dei fondamenti del nostro patto civile, sanciti dalla stessa Costituzione.

Bruno Forte accusa il ministro dell'Interno Matteo Salvini di fare allarmismo, basandosi su dati non veritieri. Così dice al Corriere: 

La presenza di stranieri non comunitari, in Italia, è diminuita già dal 2017. Per la maggior parte dei migranti, l’Italia è un luogo di passaggio verso il Nord Europa. E le ricerche serie mostrano una realtà diversa dalla propaganda: gli immigrati sono l’8,3 per cento della popolazione italiana, circa 5 milioni, e contribuiscono per 127 miliardi al Pil, ovvero l’8,6 per cento del totale. Versano 7 miliardi di Irpef e 11 miliardi di contributi previdenziali: di fatto pagano le pensioni di 640 mila italiani.

Quanto ai sindaci "disobbedienti", che protestano contro il decreto sicurezza, il prelato non ha dubbi: 

C’è il discorso etico, e su questo non c’è legge umana che tenga: se mi viene imposto qualcosa di contrario alla mia coscienza, come rifiutare aiuto a famiglie intere in balia del mare da giorni, l’obiezione di coscienza è giustificata.

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