"Tamponi a personale sanitario e categorie a rischio": la richiesta dell'Intersindacale sanitaria abruzzese

Chiedono anche la distribuzione capillare dei dispositivi di protezione individuale prima che in Abruzzo si raggiungano i numeri allarmanti di altre regioni

Chiede una distribuzione dei dispositivi di protezione e, in particolare, "l’esecuzione capillare dei tamponi a tutti gli operatori sanitari regionali" l'Intersindacale sanitaria abruzzese, tramite il coordinatore Walter Palumbo.

Una misura da prendere al più presto, in un momento in cui l'Abruzzo non vive ancora l'emergenza di regioni come la Lombardia, come si legge nella lettera inviata al governatore Marco Marsilio, all'assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, al ministro della Salute Roberto Speranza, al direttore del dipartimento della Programmazione e dell'ordinamento del Servizio sanitario nazionale Andrea Urbani, al presidente della commissione di vigilanza del consiglio regionale Pietro Smargiassi, al presidente della commissione Salute, Pari opportunità e Sociale Mario Quaglieri, al direttore generale del dipartimento Salute Giuseppe Bucciarelli, ai direttori generali delle aziende sanitarie abruzzesi.

"In Abruzzo - si legge - dove la situazione attualmente non è così drammatica, dobbiamo al più presto mettere in atto ulteriori provvedimenti per evitare il dilagare del contagio attivando la distribuzione capillare dei dispositivi di protezione e l’esecuzione capillare dei tamponi a tutti gli operatori sanitari regionali. Una distribuzione di dispositivi di protezione (Dpi) che, vista la gamma delle tipologie esistenti, tenga conto del ruolo svolto da ogni operatore sanitario sia in ambito ospedaliero che in ambito territoriale".

Dopo gli operatori sanitari, per l'Intesindacale sanitaria abruzzese i tamponi dovranno essere eseguiti su "tutte le categorie impegnate a garantire i servizi essenziali (forze di Polizia, addetti alle attività commerciali alimentari, addetti alle pulizie, uffici postali e assicurativi, etc.)".

"Tutti gli operatori sanitari abruzzesi (medici dipendenti, medici convenzionati, farmacisti ospedalieri e territoriali, medici di distretti, infermieri, psicologi, etc.) - scrive il sindacato - da quando è iniziata l’emergenza per la lotta al Covid-19 stanno rispondendo alla “chiamata alle armi” con abnegazione, sacrificio e senso di responsabilità ma non possiamo non proteggerli. In attesa, nel rispetto della normativa vigente ee in particolare del D.Lgs. 81/08 in materia di sicurezza, stiamo invitando gli operatori a segnalare immediatamente per iscritto al datore di lavoro le eventuali condizioni di pericolo causa la loro chiamata in giudizio civile e penale".

In attesa di questi provvedimenti, devono evitare luoghi affollati dove sia impossibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro come segnalato dal Nursind per operatori sanitari portatori di:

  1. Patologie oncologiche (ultimi 5 anni) in trattamento con farmaci immunosoppressori e/o follow

  2. Patologie immunologiche congenite e/o acquisite in trattamento con farmaci immuno- soppressori

  3. Gravi patologie cardiovascolari

  4. Gravi patologie polmonari con insufficienza respiratoria

  5. Patologie metaboliche con danno d'organo

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