Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Lanciano

Interruzioni idriche, Acqua Bene Comune: società ben pagate e ai cittadini solo disagi

Il Comitato frentano interviene sulle gravi interruzioni del servizio idrico dei giorni scorsi puntando il dito sui responsabili: "Difenderemo i cittadini anche con class action contro la Sasi e valuteremo interventi giudiziari su quanto accaduto"

Le gravi interruzioni del servizio idrico dei giorni scorsi a Lanciano ripropongono le molteplici irrisolte problematiche che affliggono il bene acqua e che, come sempre, si riversano ai danni dei cittadini. Il Comitato cittadino Acqua Bene Comune punta il dito sui responsabili e prende le difese dei cittadini: “L'esasperazione della gente - spiega la referente Ines Palena -  chiarisce quanto l'inefficienza nella distribuzione dell'acqua sia diventata insostenibile, con situazioni paradossali in alcune contrade come Rizzacorno, Villa Elce, Villa Pasquini, Santa Rita, Re di Coppe. Non si tratta solo dell’emergenza di questi giorni, ma di una situazione che si protrae da anni, con un inaccettabile ed ingiustificato razionamento dell'acqua, persino durante il giorno oltre che la notte".

Il Comitato pretende chiarezza: perchè se in Abruzzo c'è acqua in abbondanza, grazie a montagne, sorgenti e falde freatiche, senza contare le nevicate dello scorso inverno, l’estate è piena di problemi dal punto di vista idrico? Forse sono le reti idriche a far letteralmente ”acqua” da tutte le parti, con perdite attestate attorno al 50%. "Ricordiamo che gli investimenti programmati nel precedente Piano d’Ambito dell’ATO sono stati realizzati per appena il 6% di quanto previsto! Ciò è sufficiente per spiegare per quale motivo, ad oggi, ci troviamo ancora con reti di adduzione malfunzionanti e strutturalmente carenti.”

Per Acqua Bene Comune i responsabili sono anche i sindaci, proprietari delle reti in quanto soci al contempo della ISI e della SASI, rispettivamente società del patrimonio e società della gestione. 

"Da anni si trascina una situazione paradossale che vede il bene acqua strumentalizzato per  giustificare la contemporanea presenza di inutili strutture amministrative - aggiunge Amanda De Menna, referente regionale del Comitato - costose di per sé e non in grado di assicurare l'unico servizio che è quello della captazione, adduzione e distribuzione".

Come confermato anche dai risultati referendari sull'acqua pubblica non è consentito lucrare, né operare speculazioni di tipo imprenditoriale mediante la moltiplicazione delle competenze. Per giunta, oltre alle società ISI e SASI, sopravvivono contemporaneamente gli ex Ato, oggi commissariati, assieme ad un Ato unico regionale, anche questo commissariato e agli enti in via di costituzione: ASSI ed ERSI.

"Si tratta solo di una parcellizzazione delle competenze ed una moltiplicazioni di poltrone ben pagate- ripetono quelli di Acqua Bene Comune - ciò non corrisponde però ad un aumento della qualità dei servizi. Per giunta - concludono - è stato di recente approvato un Piano d'Ambito che ha rivisto il rincaro le tariffe per gli utenti e che, nonostante l'esito referendario, vede ancora l’applicazione in bolletta, illegittimamente, la cosiddetta remunerazione del capitale".

Il Comitato Acqua Bene Comune ha intrapreso la Campagna di Obbedienza Civile per restituire, ai cittadini, anche attraverso un'apposita class-action, le somme trattenute senza titolo dalla SASI; allo stesso tempo verificherà la possibilità di esercitare azioni giudiziarie a tutela dei cittadini che hanno subito i disagi più importanti a causa dell'interruzione dell'acqua.

 

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