Cronaca

Inchiesta "Il Vate": De Fanis non risponde, i legali chiedono la scarcerazione

Non rispondere l'ex assessore alla Cultura regionale. I suoi legali hanno chiesto la scarcerazione. De Fanis è accusato di aver ricevuto tangenti da imprenditori

Si è avvalso della facoltà di non rispondere l'ex assessore alla Cultura della Regione, Luigi De Fanis. Questa mattina l'udienza davanti al Gip Maria Carla Sacco a Pescara.

Arrestato lo scorso 12 novembre nell'ambito dell'operazione denominata " Il Vate", l'inchiesta coordinata dal procuratore capo della Repubblica di Pescara e dal pm Bellelli per far luce sulle modalità di erogazione dei contributi regionali alle manifestazioni culturali.

De Fanis è arrivato in tribunale accompagnato dai suoi legali, gli avvocati Massimo Cirulli e Domenico Frattura.

C'erano anche Lucia Zingariello, segretaria di De Fanis, Rosa Giammarco, responsabile dell'Agenzia per la Promozione Culturale della Regione Abruzzo ed Ermanno Falone, rappresentante legale dell'associazione "Abruzzo Antico".

De Fanis è agli arresti domiciliari da martedì, come la sua segretaria (mentre Giammarco e Falone sono all'obbligo di dimora).

I suoi legali hanno presentato istanza di scarcerazione dai domiciliari, motivandola con l'impossibilità di reiterare alcun reato conseguente alla dimissione dalla carica, presentata poco dopo l'arresto.

Entro 5 giorni ci sarà la risposta del Gip. Ai tanti cronisti che lo aspettavano all'ingresso del foro pescarese l'ex assessore si è limitato a dire: "Sono sereno e sicuro che tutto si risolverà".


 

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