Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Chieti Scalo

Chieti scalo: 32 contaminanti su 59 sostanze cercate nell’aria

Lo studio dell'Università di Siena evidenzia, in periodi diversi, un mix di policlorobifenili, idrocarburi policiclici aromatici e pesticidi. Cittadini preoccupati

Un preoccupante cocktail di sostanze inquinanti è stato rilevato nell’aria Chieti scalo attraverso lo studio annuale condotto dall'Università di Siena su incarico del WWF e del Comitato Villablocc. Sono stati divulgati i risultati della ricerca, basatasi su campionatori passivi installati in due punti diversi di Chieti scalo comprendenti la zona industriale e Madonna delle Piane, a pochi passi dal Campus. L'Università, col team di ricerca coordinato dalla dottoressa Karla Pozo, ha provveduto a un'analisi per trimestri dei contaminanti accumulati nei filtri posti nei campionatori. Tale studio ha confermato la presenza di ben 32 contaminanti su 59 sostanze cercate, tutte a vario titolo pericolose per la salute.

I RISULTATI In periodi diversi hanno raggiunto concentrazioni elevate sostanze o gruppi di sostanze che hanno gravi effetti sull'uomo. In particolare nel terzo e quarto trimestre sono state rilevate alte concentrazioni dei pericolosi Policlorobifenili (PCB), (con il picco massimo di 1.600 picogrammi/mc). Sempre nel terzo periodo, corrispondente all'estate 2010, sono state rilevate alte concentrazioni di un insetticida, il Clorpirifos, recentemente proibito dall'Agenzia americana per l'Ambiente per tutti gli impieghi non agricoli perché può provocare iper-eccitazione del sistema nervoso in particolare nei bambini. Nel primo periodo di campionamento sono stati registrati picchi elevati di Idrocarburi Policiclici Aromatici (fino a 35.000 picogrammi/mc).
Grazie alla prosecuzione dell'indagine oltre il primo periodo, si è potuta confermare la presenza in 5 campioni su 8 di un altro pesticida bandito dal commercio, l'esaclorocicloesano, la cui concentrazione è risultata molto elevata nel primo periodo e la sua presenza, si è protratta anche nel secondo e terzo periodo.

I CITTADINI “Come avevamo promesso, abbiamo portato a termine quello che amministratori e politici non hanno realizzato nonostante esistano da oltre 15 anni precisi obblighi di legge posti a tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini – dichiara Nicoletta Di Francesco, presidente del WWF Chieti - Per i vari incendi che si sono ripetuti a Chieti scalo abbiamo chiesto un monitoraggio sanitario della popolazione che non è avvenuto, quando bastava procedere ad alcune analisi del sangue per cercare composti emessi durante gli incendi.”
Le norme comunitarie – continua Di Francesco - prevedono un monitoraggio dell'aria per l'intero arco dell'anno. Alcuni mesi fa siamo arrivati a diffidare la Regione per le gravissime inadempienze circa l'applicazione del Piano della Qualità dell'Aria approvato nel 2007 dalla stessa regione. Un piano che è peraltro estremamente lacunoso. Nonostante ciò la Regione continua ad autorizzare impianti produttivi e grandi attività commerciali che emettono inquinanti dai camini e portano traffico nella Val Pescara, aggravando una situazione già palesemente compromessa”.

”Noi cittadini di Chieti Scalo viviamo una situazione insopportabile che non può continuare – aggiunge Paola Olivo del Comitato Villablocc - Quello che da anni chiediamo è di veder rispettato il nostro diritto a vivere in ambienti salubri e non in condizioni che potrebbero mettere a grave rischio la nostra salute. Ci rivolgiamo al Sindaco, visto che è la massima autorità sanitaria, affinché prenda i giusti  provvedimenti richiesti dalla situazione. Ci appelliamo inoltre al senso di responsabilità di quei funzionari  ed amministratori che fino ad oggi in maniera evidente non hanno assolto pienamente ai loro obblighi. Siamo giunti al punto in cui le associazioni devono sostituirsi completamente agli apparati preposti alla  tutela del Cittadino, quindi siamo pronti a manifestare presso gli uffici comunali, provinciali e regionali e  presso le sedi istituzionali per chiarire le responsabilità di tanta inefficienza”.
 

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