Cronaca San Salvo

Inquinamento fiume Trigno, Wwf: "Manca l'informazione ambientale"

L'associazione critica gli enti competenti di non aver pubblicato sul web atti e documenti in merito alla vicenda. E cita le norme comunitarie per sollecitare ad adempiere ai doveri, pena la segnalazione alle autorità europee

Il Wwf si scaglia contro gli enti competenti in merito alla vicenda dell’inquinamento del fiume Trigno per la scarsa comunicazione degli eventi che hanno portato a vietare l’uso umano dell’acqua nel vastese e a proclamare lo stato di emergenza per tre mesi. E chiede l’accesso agli atti

In un documento inviato alla Asl, a Coasiv, all’Arta, ai Comuni di Vasto e San Salvo, alla Direzione Sanità della Regione, al Servizio qualità delle acque, al difensore civico e alla Corte dei Conti, l’associazione ambientalista spiega di esser venuta a conoscenza dalla stampa degli allarmi sulle condizioni del fiume. Ma sui siti degli enti coinvolti a vario titolo non è stata pubblicata la documentazione ufficiale: dai referti delle acque, ai verbali delle riunioni, alle relazioni tecniche.

Una situazione che per il Wwf lede “il diritto all’informazione ambientale e in particolare numerose previsioni di legge. Ciò appare ancor più grave essendo coinvolto non solo il profilo ambientale ma anche quello connesso alla tutela della salute pubblica”.

Per questo l’associazione ambientalista sollecita ad informare i cittadini “pubblicando dati, analisi, referti, relazioni, verbali e ogni documento utile” sui siti Internet di ciascun ente. Un appello che richiama una recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha condannato uno degli Stati membri “per non aver diffuso l’informazione ambientale”. In più la legge finanziaria 2007 prevede che gli enti territoriali “sono tenuti a dare pronta esecuzione agli obblighi derivanti dalle sentenze rese dalla Corte di giustizia europea”. E lo Stato può esercitare una rivalsa nei confronti degli enti che abbiano contribuito ala condanna.

Per questo il Wwf invita a porre rimedio, rendendo pubblici sul web atti e documenti utili ai cittadini a comprendere meglio i fatti che hanno portato a dichiarare lo stato di emergenza nel vastese. In caso contrario l’associazione segnalerà le inadempienze alle autorità comunitarie

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