L'Antimafia: "Infiltrazioni della criminalità organizzata a Vasto tra indifferenza e omertà"

Antimafia Abruzzo e Codici chiedono un incontro con il questore e il generale deu carabinieri per risolvere il nodo della sicurezza in città. Stanno lavorando al dossier "La prova", che denuncia tutta la criminalità vastese: sarà inoltrato alle massime cariche dello Stato

La sparatoria di martedì sera in via del Porto è stato solo l’ultimo episodio di una catena di violenza e incendi dolosi che da tempo agitano Vasto. Per questo Stefano Moretti di Antimafia Abruzzo e Riccardo Alinovi, portavoce dell’associazione Codici, chiedono un incontro urgente con il generale dei carabinieri e il questore per capire quali provvedimenti adottare per la sicurezza cittadina.

Le due associazioni stanno lavorando al dossier “La prova”, un fascicolo che denuncia le inefficienze che mettono a repentaglio la tranquillità dei cittadini. Il documento sarà inviato al presidente della Repubblica, al ministro degli Interni, al procuratore nazionale Antimafia, al generale Gallitelli e al capo della polizia

L’agguato in perfetto stile mafioso-camorristico che si è verificato ieri pomeriggio a Vasto mette in evidenza la gravità assoluta a cui è giunto il livello della sicurezza in città”, commentano Moretti e Alinovi.

“Le nostre associazioni – proseguono - sono le uniche che da anni denunciano pubblicamente questa situazione di degrado che, nell’indifferenza e nella silente ed omertosa complicità di tutte le forze politiche di maggioranza ed opposizione, ha portato alla rovina quella che prima era considerata la perla nera dell’adriatico ed invece oggi è la città della droga, degli scippi, delle rapine, delle bombe, delle infiltrazioni camorristiche, del racket, degli abusi edilizi, delle sparatorie e delle estorsioni”.

I referenti di Antimafia Abruzzo e Codici interpretano l’agguato ai danni di J.P., 28 anni, colpito all’addome da un colpo di pistola, come “l’inizio di una evidente guerra tra bande criminali per il controllo del territorio in merito all’attività di spaccio di droga e di altre attività criminali”. Una prospettiva a cui l’Abruzzo non vuole arrendersi, tanto più che le forze dell’ordine, con un organico insufficiente, non hanno abbastanza risorse per intervenire ovunque.

A Vasto c’è una evidente infiltrazione della criminalità organizzata – denunciano Moretti e Alinovi - e la cosa più grave è che tutto questo avviene alla luce del sole e nell’indifferenza delle istituzioni e delle forze politiche che pensano a sanare gli abusi edilizi degli amici degli amici e non a tutelare la città dalla criminalità organizzata”. Per loro c’è chi ha responsabilità ben precise: “Riteniamo che le responsabilità di tutto ciò derivano da numerose connivenze e marciume che si annida nelle istituzioni”.

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