Cronaca

Sanità: gli infermieri saranno protagonisti del tavolo regionale con l'università

In un convegno con l'assessore Paolucci e il rettore Di Ilio, il presidente del collegio Ipasvi Cicolini ha manifestato le istanze dei professionisti che rappresenta

Un accordo fra Regione, Ipasvi Chieti (il collegio degli infermieri professionali) e l’università d’Annunzio per far accedere i rappresentanti della categoria professionali ai tavoli tecnici sulla Sanità, in modo da portare avanti le istanze di oltre 3.400 professionisti di tutto Abruzzo. 

Questo l’esito del convegno “Infermieri nella sanità che cambia”, che si è tenuto martedì nell’ateneo di Chieti, alla presenza dell’assessore alla Sanità Silvio Paolucci e del magnifico rettore Carmine Di Ilio. Ma cosa chiedono gli infermieri, rappresentati dal presidente Giancarlo Cicolini? In primis, vogliono che venga riconosciuta l’importanza del loro ruolo: al contrario di quanto succedeva diversi decenni fa, oggi l’infermiere è una figura di riferimento per il paziente, vero protagonista della sanità, ausilio del medico e risorsa preziosa perché vive la corsia ogni giorno, conosce sfumature e dettagli di quel che accade e di ciò di cui i ricoverati hanno bisogno.

I professionisti rappresentati dall’Ipasvi di Chieti chiedono l’implementazione di nuovi modelli organizzativi a livello regionale, un ruolo strategico della professione infermieristica, la valutazione del fabbisogno infermieristico e di supporto a livello regionale. Inoltre, chiedono che vengano attivate le figure degli infermieri di famiglia e di comunità. 

“Sono importanti le iniziative che sono già in atto da parte della Regione - dice Cicolini -  che vedono in prima linea il professionista infermiere anche nei ruoli di attività di coordinamento multidiscipinare e nella gestione e la presa in carico dei pazienti, ma chiediamo un investimento ancora maggiore. Ragioniamo sulla presa in carico del paziente globale, con la figura del care management - continua Cicolini -  una figura che, come è stato dimostrato nelle realtà dove è stata introdotta, potrebbe ridurre anche i costi della sanità: se c'è la presa in carico sul territorio, infatti, si riducono e si limitano notevolmente gli accessi negli ospedali”. 

Altro nodo lamentato dall’Ipasvi è quello della carenza degli infermieri, vissuta sulla pelle di lavoratori e pazienti ogni giorno nelle Asl regionali. “Dobbiamo rivedere come sono state quantizzate le unità infermieristiche, - aggiunge il presidente Ipasvi - valutare le problematiche ed intervenire”.

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