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Indagini sui rifiuti illeciti a Chieti: le reazioni

L'ex consigliere regionale Acerbo: "Ancora una volta si conferma che la questione morale è un'emergenza in Abruzzo", per Sara Marcozzi (m5S)"Chieti non è indenne da malaffare e malapolitica". E Di Stefano difende il sindaco Di Primio

Fioccano le reazioni e i commenti da parte della politica sulle indagini della Forestale in merito all'operazione" Terre d'oro".

La consigliera regionale M5S Sara Marcozzi nel sottolineare come l'operazione odierna sia la dimostrazione che Chieti non è indenne da malaffare e malapolitica, ricorda che il "M5S si è battuto contro i progetti di Megalo' 2 e 3" e che "innumerevoli volte ha denunciato l'importanza del tema dei rifiuti e del loro smaltimento per la salute e l'economia della comunità. Non sappiamo ancora quale sarà l'esito delle indagini e quali le responsabilità che verranno attribuite all'uscente sindaco Di Primio - aggiunge - ma resta il fatto che, come accade nel resto del Paese (MOSE ed EXPO' i due macro esempi), neanche Chieti e l'Abruzzo sono indenni dalle scellerate commistioni tra malaffare e malapolitica".

Chi è convinto dell'assoluta estraneità del sindaco Di Primo alle vicende è il deputato Fabrizio Di Stefano (FI), il primo a esprimere solidarietà dopo la diffusione della notizia. "Riponiamo fiducia- nell'operato della Magistratura ma auspichiamo altresì una rapida chiarificazione in vista dell'imminente  ed importante appuntamento elettorale di Chieti" le sue parole.

Ricorda invece "lo scandalo Prusst" l'ex deputato e consigliere regionale Prc Maurizio Acerbo: "Ricordo lo scontro polemico che ebbi col sindaco Di Primio che stranamente schierò il Comune a difesa di interventi che avrebbero ulteriormente danneggiato anche dal punto di vista socio-economico il commercio di Chieti nonchè di Pescara - dice Acerbo - Pensavo che la posizione del sindaco derivasse da quella rozza mentalità condivisa dagli esponenti politici di centrodestra e centrosinistra che hanno consentito negli anni che l'area metropolitana Chieti-Pescara diventasse quella con la maggiore densità di grande distribuzione d'Abruzzo. Pare emergere, come in altre occasioni, che quelli che si scontrano con noi sovente non lo fanno solo per motivi politici. Ricordo anche che quel Prusst partì col centrodestra ma che non fu cancellato nei 5 anni di amministrazione di centrosinistra di Chieti e che solo noi di Rifondazione con il Wwf abbiamo contrastato evidenziandone le molteplici incongruenze". E chiude: "Ancora una volta si conferma che la questione morale è un'emergenza in Abruzzo e che una politica di saccheggio e avvelenamento del nostro territorio si accompagna sempre al clientelismo e alla corruzione".

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