Cronaca

Coinvolge anche Chieti l'indagine su un'organizzazione neonazista radicata in tutta Italia

Le indagini, svolte dalla Direzione centrale della Polizia di Prevenzione e dalla Digos dell'Aquila, in collaborazione con la Postale, sono dirette dalla procura della Repubblica del capoluogo abruzzese, anche con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo

La procura dell'Aquila

Coinvolge anche Chieti l'operazione della polizia dell'Aquila nei confronti di un'organizzazione di estrema destra radicata in tutta Italia. 

Come riporta l'agenzia Adnkronos, dalle prime ore del mattino, oltre che nel capoluogo teatino, sono in corso perquisizioni anche a La Spezia, Terni, Como, Piacenza, L'Aquila, Lecce, Modena, Cosenza, Ascoli Piceno, Macerata, Verona, Como.

Le indagini, svolte dalla Direzione centrale della Polizia di Prevenzione e dalla Digos dell'Aquila, in collaborazione con la Postale, sono dirette dalla procura della Repubblica del capoluogo abruzzese, anche con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo.

L'attività investigativa è partita da accertamenti condotti sugli iscritti a una chat neonazista e antisemita chiamata "Boia chi molla", di cui alcuni membri appartengono anche al sodalizio estremista "Ultima legione", che è nato a Milano ma poi si è diramato in tutta Italia. 

L'attenzione nella nostra provincia riguarda un uomo responsabile del centro sud di "Ultima Legione" e fondatore della chat "Boia chi molla" in cui viene usato un linguaggio xenofobo e antisemita. Nell'inchiesta anche personaggi già condannati per apologia del fascismo.

L'attività delle forze dell'ordine ha portato ad accertare l'elevato grado "di fanatismo violento, intriso di xenofobia e nostalgie filonaziste".

"I promotori o partecipi dei gruppi di discussione - secondo gli investigatori - hanno operato al fine di costituire una struttura politica di chiara ideologia fascista, utilizzando i citati circuiti quali mezzi di proselitismo e reclutamento di militanti".

Nelle attività di indagine sono impiegati i poliziotti del Servizio per il Contrasto dell'Estremismo e del Terrorismo Interno, delle Digos di vari territori e nonché dei Compartimenti della Polizia Postale e delle Comunicazioni competenti.

Agli appartenenti ad "Ultima Legione" viene contestato il perseguimento di finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, con istigazione all'uso della violenza quale metodo di lotta politica e diffusione online di materiale che incita all'odio ed alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi. L'inchiesta è stata avviata nel gennaio 2019.

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