L'acqua diventa un incubo: allo Scalo ancora rubinetti a secco

La carenza idrica nella parte bassa della città è diventato un problema cronico in tutte le stagioni e i cittadini sono esasperati

Continua a essere un problema la poca acqua erogata dai rubinetti dello Scalo. Come accade ormai da anni, i residenti della parte bassa della città, in particolare quelli di via Pescara e Villaggio Celdit, lamentano la scarsità del flusso idrico che arriva nelle loro case. 

E, se prima il problema caratterizzava soprattutto la bella stagione, a causa di prevedibili problemi di siccità, il filo d’acqua sempre più esile è diventato ormai un disagio cronico. Cinque anni fa, il sindaco Di Primio aveva minacciato lo sciopero della sete, andando negli uffici Aca a rivendicare il diritto dei teatini ad avere l’acqua in casa. Eppure, poco o nulla è cambiato.  

È un problema antico - lamenta il consigliere comunale del Pd Alessandro Marzoli - che dovrebbe essere stato già risolto e che invece sembra essersi accentuato nelle ultime settimane. Ormai esce poca acqua anche dai rubinetti di chi vive nei piani più bassi degli edifici, anche nelle ore diurne”. 

Marzoli si rivolge direttamente al sindaco, chiedendogli quanta acqua venga erogata nei vari quartieri, se ci siano delle differenze e come intenda risolvere, una volta per tutte, un problema che si trascina da anni.                     

“Chiediamo una vera soluzione del problema - incalza - cioè di vedere uscire nel prossimo futuro, anche dai rubinetti di quelle abitazioni, la stessa portata d’acqua che esce nelle altre e che non ci siano più cittadini di serie A e cittadini di serie B sul territorio comunale. Ricordiamo anche che i quartieri che vivono questo problema sono anche quelli limitrofi all’università, maggiormente popolati dagli studenti universitari”. 

Mentre le tariffe aumentano e pesano sempre di più sulle tasche dei cittadini, i servizi si fanno sempre più scadenti.

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