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Colle Sant'Antonio, ancora tante incertezze dopo l'incendio

Mercoledì sera l'incontro organizzato dal comitato Amici del Colle alla presenza dei sindaci di Chieti, Bucchianico e Casalincontrada. Il Wwf: "A tre settimane dal rogo più dubbi che certezze. Non si sa tuttora quale sia l'area coinvolta dalle ricadute, si paga l'assenza di un piano di emergenza"

Tanti ancora i dubbi a tre settimane dall’incendio di Colle Sant’Antonio, che nella notte tra sabato 27 e domenica 28 giugno ha devastato una discarica di rifiuti tra Chieti e Bucchianico. Ieri sera (mercoledì 22 luglio) si è tenuto l’incontro organizzato dal Comitato gli Amici del Colle alla presenza dei sindaci di Chieti, Bucchianico e Casalincontrada. Tra i partecipanti anche la dottoressa Giovanna Mancinelli dell’Arta, intervenuta la mattina dopo l’incendio a rilevare i fumi. Presto l'Arta pubblicherà i risultati finali delle analisi.  “I risultati non sono ancora completi perché abbiamo fatto più campionamenti nel tempo, stiamo cercando tutto – ha dichiarato – dai primi rilievi abbiamo trovato poco  acido cloridrico nei fumi il che indica una quantità limitata di diossina formatasi”. 

Secondo il Wwf Chieti sono ancora tante le domande senza risposte chiare: “Ad una mamma che ha chiesto con toni giustamente accorati se può lasciare i suoi bambini liberi di giocare all’aperto senza doversi preoccupare per le possibili conseguenze per la loro salute, il sindaco di Chieti non ha potuto rispondere positivamente, né avrebbe potuto tranquillizzarla qualcun altro – riferisce la presidente Nicoletta Di Francesco – La verità è che si stanno pagando le gravissime conseguenze della mancanza di un piano di emergenza che stabilisca subito e con chiarezza chi deve fare cosa e i tempi dell’intervento. L’impressione è che ci si muova certamente con buona volontà ma con molta approssimazione”. 

Di Francesco si riferisce alle ordinanze di emergenza iniziali in cui erano state date disposizioni valide per uno (Chieti) o due (Bucchianico) chilometri di raggio intorno all’incendio. “In quelle del 18 scorso siamo arrivati a 3,5 km, con uno “spicchio” di potenziale e in parte accertata contaminazione che arriva a Santa Barbara di Chieti. Qualcuno ha avvertito gli abitanti di quella zona? E siamo davvero certi, visto che non sono stati fatti campionamenti oltre i 3,5 km, che le ricadute non ci siano state anche altrove?” si chiede ancora.

Nell'attesa dei risultati completi dell'Arta, i cittadini si stanno muovendo per effettuare analisi private: due campioni sarebbero già stati prelevati a ridosso dell'area per analisi ambientali.

Intanto il sindaco Di Primio ha confermato, subito dopo la messa in sicurezza della discarica, l’impegno dell’amministrazione comunale teatina a esentare dal pagamento della Tari i residenti nel raggio di circa un chilometro dall’area incendiata.

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