Martedì, 26 Ottobre 2021
Incidenti stradali

Camion con sostanze radioattive si incendia ma si tratta di un'esercitazione

I vigili del fuoco simulano un intervento al Palatricalle. L'iridio è una delle sorgenti radioattive più frequentemente trasportate in provincia di Chieti per usi industriali

Statale 16 Ortona, zona Santa Liberata. Un autofurgone con a bordo una sorgente radioattiva, l’iridio 192, ha un incidente e comincia a prendere fuoco. L’incendio dell’autoveicolo ha danneggiato l’imballaggio e l’involucro di protezione della sostanza trasportata: c’è il rischio elevato che questa sorgente emetta vapori con conseguente contaminazione radiologica ambientale. Dal comando provinciale arriva una squadra di vigili del fuoco. Due persone saranno contaminate.

Per fortuna è solo un’esercitazione, che i vigili del fuoco hanno portato avanti per circa 80 minuti questa mattina nell’area esterna al Palatricalle a Chieti.

Ma l’incidente simulato non è affatto un’ipotesi remota su queste strade. Come confermano i vigili del fuoco: “L’iridio 192 è una delle sorgenti radioattive più frequentemente trasportate in provincia di Chieti per usi industriali, specie nel settore petrolifero. La  sostanza è impiegata per verifiche di spessore e di integrità delle saldature su tubazioni metalliche”.

Sono un migliaio i vettori che ogni anno qui si spostano con sostanze radioattive al seguito: vengono utilizzate in ambito sanitario (lo iodio 130) o  industriale (soprattutto cobalto e iridio). 

E torniamo all’esercitazione: circa quaranta figuranti e dodici automezzi questa mattina hanno provato a fronteggiare la sciagura. Dopo aver spento l’incendio è cominciato il monitoraggio dei presenti. Una cabina apposita è arrivata dalla sala operativa e sono state montate due centraline che serviranno a monitorare la direzione del vento e la contaminazione dell'aria.

Esercitazione Vigili del Fuoco a Chieti

Con l’ausilio degli strumenti, gli operatori specializzati verificano che non ci siano persone contaminate, prima di affidarle alle cure del 118. Dai controlli però, risultano contaminati in due, nelle parti del corpo scoperte come mani e viso: verranno decontaminati nella cabina doccia pneumatica in una decina di minuti. Seguirà un ulteriore monitoraggio per essere del tutto sicuri. Concluse le operazioni di soccorso i pompieri inviano un’informativa alla Prefettura e la gestione del sito contaminato passa all’Arta che si occuperà delle successive operazioni di bonifica.

 “Dopo mesi di preparazione oggi abbiamo provato apparecchiature, schemi e procedure operative – commenta Vincenzo Palano, comandante provinciale dei Vigili del Fuoco -  l’augurio è di non doverci trovare mai ad affrontare tali interventi”.

Tuttavia il rischio c’è. Proprio perché, come conferma Paiano, “esiste una grande circolazione di sorgenti radioattive su autostrade e in  provincia di Chieti che riforniscono industrie e cliniche del territorio“. Quello sperimentato oggi al Tricalle, davanti ai rappresentanti di polizia, carabinieri e al prefetto, è un caso limite. “Una situazione ancora più pericolosa - aggiunge Palano -  riguarda una sorgente orfana, cioè quando la sostanza pericolosa viene smarrita o rubata, come è accaduto in altre parti d’Italia”.

In provincia di Chieti sono quaranta i vigili del fuoco specializzati per emergenze come quella di questa mattina.

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