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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Bambino si rompe un dente durante un'escursione scolastica non autorizzata, ma la scuola non risarcisce il danno

I familiari, rappresentanti dall'avvocato teatino Gallucci, hanno contattato il ministero, l'ufficio scolastico regionale, l'assessore alla Pubblica Istruzione. Ma dopo tre mesi non conoscono neppure gli estremi della polizza assicurativa

Un bambino esce per una escursione scolastica non comunicata ai genitori dagli insegnanti e si rompe un dente sbattendo violentemente contro un palo. A tre mesi da quell’episodio, la scuola non si è attivata per risarcire il danno, né si sono mossi l’ufficio scolastico regionale, il ministero della Pubblica Istruzione o l’assessorato comunale a cui si è rivolto l’avvocato Federico Gallucci per i genitori del ragazzino.

I fatti

Il 16 aprile scorso il ragazzino, che frequenta la quinta elementare in una scuola di Chieti Scalo, si fa male nel corso di una uscita di cui i genitori non sapevano nulla. Viene visitato dal pronto soccorso e in seguito da uno specialista incaricato dai genitori. 

L’avvocato Gallucci, incaricato dalla famiglia, intraprende il consueto iter per il risarcimento, inviando una diffida alla segreteria del plesso scolastico, il Comprensivo 4, il 2 maggio. Non ricevendo risposta, il 19 giugno il legale comunica i fatti all’ufficio scolastico regionale e all’assessore alla Pubblica Istruzione. Spiega: 

Ad oggi, ancora nessuna risposta e nessuna iniziativa da parte dell’assessore comunale, che avrebbe potuto e dovuto attivarsi, anche tramite il dirigente comunale agli affari scolastici, per darci delle risposte. 

I familiari chiamano in causa l’obbligo di vigilanza sull’incolumità degli alunni da parte delle scuole e di stipulare polizze assicurative che garantiscono gli studenti da incidenti di qualunque genere che avvengono in occasione dell’attività curriculare. 

Aggiunge Gallucci: 

Il dirigente è tenuto a compiere ogni e più opportuno adempimento finalizzato ad instaurare il contraddittorio tra il danneggiato e la compagnia per addivenire al risarcimento. Nel nostro caso, evidentemente, ciò non è avvenuto, poiché ad oggi non ci è stato comunicato il nominativo della compagnia, non ci è stato detto se è stata sporta denuncia di sinistro e non ci è stata chiesta la certificazione medica relativa alle lesioni.

Quindi con la sua omissione il dirigente scolastico non ha ancora messo il genitore ingiustamente danneggiato in condizione di essere risarcito dalla compagnia, costringendolo di fatto ad iniziare un difficile lungo e costoso contenzioso nei confronti del ministero, a dispetto del principio di buona amministrazione di vicinanza della pubblica amministrazione alle esigenze del cittadino.

Parimenti deludente è stato l'atteggiamento del competente assessore, responsabile del dicastero comunale della Pubblica istruzione, al quale  ci si è rivolti confidando in un suo celere intervento risolutore che non vi è stato.

A questo punto, l’avvocato si rivolge direttamente al sindaco Umberto Di Primio, affinché 

ponga in essere, attraverso la macchina comunale, ogni e più opportuno adempimento.

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