Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Lanciano

Inchiesta Dati incrociati, la difesa della Asl: "Flacco aveva firmato i documenti dopo le rassicurazioni degli uffici"

Il direttore generale è indagato per concorso in abuso d'ufficio: secondo le indagini una società sarebbe stata favorita con versamenti non dovuti

La direzione generale della Asl fa chiarezza sull'operazione "Dati incrociati", che ha portato stamani (lunedì 6 marzo) all'arresto di un imprenditore e di una dipendente della stessa azienda sanitaria e che vede indagato anche il direttore generale della Asl Pasquale Flacco per concorso in abuso d'ufficio.

"L’addebito - spiega una nota diffusa dall'azienda sanitaria - è riconducibile a una nota che Flacco aveva sottoscritto dopo avere ricevuto ripetutamente chiarimenti e rassicurazioni dagli uffici amministrativi, che avevano effettuato verifiche sui crediti vantati dalla ditta affidataria del servizio. Si trattava, quindi, di percorrere la strada più vantaggiosa per l’azienda e di metterla al riparo da esborsi più onerosi". 

"Nel documento, indirizzato alla ditta, si sostanzia una transazione con la Asl, che impegna la società a rinunciare a una buona parte del credito preteso, pari a 4 milioni 433mila 418 euro, stornando la somma di 1 milione 978mila 628 euro, e accettando il pagamento di 2 milioni 454mila 790 euro per i servizi resi nel periodo compreso tra il 2009 e il 2014. L’emissione, da parte dell'impresa, di note di credito corrispondenti, e l’espressa rinuncia agli interessi per ritardato pagamento, avrebbe consentito alla Asl di procedere con la liquidazione, com’è poi avvenuto". 

"Il documento - spiega ancora la nota - era stato sottoscritto nel dicembre 2015, quando la direzione aziendale era rappresentata dal solo Flacco in qualità di facente funzioni, in sostituzione del predecessore che si era dimesso alcuni mesi prima (Francesco Zavattaro, ndc). Non essendo pertanto supportato da un direttore amministrativo né sanitario, aveva condiviso la decisione con gli uffici preposti, che avevano seguito l’istruttoria e proposto la transazione, garantendo la legittimità dell’accordo, supportato dai necessari riscontri, e il vantaggio per l’azienda di non incorrere in spese aggiuntive per interessi di mora".

L'impresa svolge il servizio di lavanolo per gli ospedali della ex Asl Lanciano Vasto in virtù di un’aggiudicazione che risale al 1999 e un contratto successivamente rinegoziato nel 2009 a causa di condizioni che nel frattempo erano mutate, ad esempio la riduzione dei posti letto, e ha durata di nove anni. L’appalto prevedeva il cambio giornaliero della biancheria piana di ciascun posto letto occupato, il cambio dell’intero posto letto ad ammalato dismesso, il cambio illimitato, a richiesta dei reparti, per Nido, Pediatria e Sala operatoria, e il cambio delle divise degli operatori due volte a settimana. Ogni cambio ulteriore di queste ultime sarebbe stato remunerato con un euro ognuno. 

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