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Cronaca Centro / Via Nicola da Guardiagrele

Incendiano condominio per "vendetta" in via Nicola Da Guardiagrele: arrestati in tre

Tre ragazzi di Chieti di 23, 21 e 19 anni arrestati dalla Mobile. Lo scorso 11 aprile appiccarono il fuoco in un appartamento in centro per 'vendicarsi' di un 25enne del posto

Tre ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state eseguite questa mattina dalla Squadra Mobile  nei confronti di tre ragazzi di Chieti: M.L., 23 anni, A.L., 21 e M.D.B., 19, resisi responsabili, lo scorso aprile, di una serie di episodi delittuosi ai danni di un loro conoscente.

L'INCENDIO A CHIETI  I tre, dopo aver aggredito fisicamente la loro vittima, danneggiatole l’auto e minacciata di morte, lo scorso 11 aprile erano arrivati a dare fuoco al suo appartamento, nei pressi di via Nicola Da Guardiagrele, mettendo a repentaglio la sicurezza dell’intero condominio. L’incendio in questione, appiccato in più punti, venne spento grazie al tempestivo intervento della Squadra Volante e dei Vigili del Fuoco, che riuscirono a domare le fiamme mentre stavano per investire i tubi del gas della cucina.

LA VITTIMA  Questi gravi episodi commessi sarebbero scaturiti dal risentimento di uno dei tre loro nei confronti della vittima, ‘colpevole’ di aver instaurato un rapporto sentimentale con quella che era la sua ex ragazza: non accettava che un membro della comitiva potesse avergli sottratto qualcuno che considerava di sua proprietà, la giovane di 20 anni. 

Quando scoppiarono le fiamme il 25enne vittima delle persecuzioni non si rese conto che l'incendio fosse doloso. Lo capì qualche settimana dopo, quando il trio mise in atto una serie di spedizioni punitive ai suoi danni fatte di pestaggi anche in pieno centro storico, di danneggiamenti all'auto con le spranghe, di minacce, di inseguimenti su tutto il territorio cittadino. 

Lesioni ed esplosioni: tre arresti a Chieti

ALLO SCALO L'EPISODIO PIU' GRAVE L'episodio più grave a Chieti Scalo: uno dei tre attirò il malcapitato con la scusa di parlargli per un chiarimento. In realtà all'appuntamento si presentò tutto il gruppetto, con cattive intenzioni. Il giovane riuscì a scappare fin davanti la caserma dei carabinieri di via Ricciardi. Da lontano vide una pistola poi rivelatasi soft air - trovata stamani durante la perquisizione domiciliare - e udì un colpo. 

I tre, secondo gli investigatori, agivano indisturbati, certi dell'omertà delle vittime e della loro impunità. Ma alla fine l'esasperazione e la paura hanno spinto l'ex amico a raccontare tutto in questura, facendo scoprire un mondo di violenza gratuita fra giovanissimi. 

GLI ARRESTATI  Quando gli agenti della mobile si sono presentati stamani in casa dei tre arrestati, i genitori non hanno mostrato solidarietà o comprensione verso i figli, accusati di lesioni personali aggravate, danneggiamenti, esplosioni in luogo pubblico di colpi di arma da fuoco, porto abusivo di armi, incendio doloso. Qualche settimana dopo aver appiccato le fiamme in casa della loro vittima M.L. e A.L. furono fermati per un normale controllo dai carabinieri della compagnia di Chieti, che trovarono in macchina un tirapugni e un coltello a serramanico.

I tre sono finiti nel carcere di Madonna del Freddo, ma le indagini continuano: altri coetanei potrebbero essere coinvolti nelle spedizioni punitive. 

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