Incendio terza vasca Civeta: Arta rassicura, ma la politica invoca chiarezza e un intervento concreto

I tecnici sono arrivati mentre i vigili del fuoco erano ancora impegnati a spegnere il rogo e hanno effettuato tutti i prelievi: nessun valore fuori norma nell'aria

Foto Arta

Mentre il Comitato difesa comprensorio vastese ha indetto per questa sera un'assemblea pubblica, da più parti arrivano le reazioni della politica per l'ennesimo episodio che lascia sconcertati. 

Nel mese di giugno, il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Pietro Smargiassi aveva portato il caso in aula, con un'interpellanza che chiedeva di conoscere le determinazioni dell’Arta sui rifiuti bruciati e la natura delle sostanze rilasciate nell’aria.

"Invitai anche - spiega - a rendere note quali misure di sicurezza erano presenti nel sito e spronai l'assessore Nico Campitelli ad effettuare un sopralluogo sull'area per rendersi conto della situazione della discarica, il cui ciclo di vita sarebbe tarato in otto anni ma in realtà parrebbe già in via di saturazione dopo soli due. Da allora - aggiunge - nulla è cambiato, e oggi siamo nuovamente costretti a doverci occupare di un vasto incendio che ha generato un'imponente nube di fumo ed un odore nauseante che si propaga in un raggio molto ampi. Tutto questo dimostra come la gestione dell'impianto continui ad essere carente in termini di sicurezza. È evidente, quindi, che un tale stato di cose dipenda anche dal mancato cambio di passo, rispetto al passato, da parte del Governo Regionale. Ritengo che probabilmente l'assessore Campitelli abbia sottovalutato il problema e continui a sottostimare il potenziale rischio che l'area di Valle Cena diventi una delle numerose aree altamente inquinate d'Italia. A questo punto auspico – conclude il 5 stelle - che Marsilio ritiri la delega al proprio assessore e si faccia seriamente carico di un problema che sta affliggendo l'area del vastese, mettendo a serio rischio la qualità di vita degli abruzzesi che risiedono in quelle zone”.

Anche Azione Civile chiede chiarezza sull'emergenza ambientale al Civeta: "L’ex commissario Gerardini disse prima molto prima di andarsene che si stava valutando la fine del contratto con il gestore privato. Cosa è stato fatto e non fatto? La sorveglianza dell’area con telecamere è attiva? Se non lo è perché? Il gestore privato ha depositato un progetto alla regione per un impianto privato e che, parole loro, va oltre il piano regionale. Il Civeta è destinato quindi alla fine e, nello stesso territorio, avremo quindi un impianto privato che non servirà minimamente al territorio? Quale posizione hanno i sindaci? Cosa vogliono fare per la gestione pubblica e il nostro servizio smaltimento rifiuti? Da sindaci come Vasto (maggior socio del consorzio) non registriamo interventi, sarebbe ora che tutti spezzassero il silenzio e s’impegnassero per difenderci e far terminare questa gravissima emergenza ambientale, e ormai anche sociale".

I segretari del Partito Democratico del vastese assicurano che attiveranno "tutti gli strumenti istituzionali per impegnare la distratta amministrazione di centrodestra in Regione e gli amministratori locali della Lega ad agire per: tutelare la salute dei cittadini, tutelare l’ambiente e il territorio, compensare con fondi regionali le enormi spese che questa prolungata emergenza scaricherà sui cittadini con bollette che potrebbero raddoppiare per i futuri anni, ragionare a un piano di salvezza del Civeta o decretarne la fine con un piano di messa in sicurezza. Convocheremo inoltre, con gli amministratori locali dei Comuni e con le associazioni, consigli comunali straordinari per concordare azioni unitarie volte alla salvaguardia dei cittadini e dell’ambiente".

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