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27 giugno, un anno fa l'incendio alla discarica dei veleni: nulla è cambiato

Il rogo doloso tra Chieti e Bucchianico nella notte tra il 27 e il 28 giugno 2015: ad oggi nessun intervento di bonifica e i rifiuti si continuano a scaricare tra l'indifferenza

Un anniversario triste, perché tutto è rimasto fermo da quel 27 giugno 2015 quando, nella notte tra sabato e domenica, un incendio doloso alla discarica abusiva a Colle Marcone, tra Chieti e Bucchianico, sprigionò sostanze tossiche.

Nella discarica c’erano pile, bidoni con sostanze tossiche, immondizia ormai indefinibile che giaceva lì da anni. Quella notte di paura una nube di fumo avvolse la città, c’è chi a ridosso dell’area contaminata abbandonò spontaneamente la propria abitazione. Nei giorni a seguire il mercato delle verdura in città diventò un deserto. Si viveva con le finestre chiuse, nonostante le temperature estive. L’odore era troppo forte.

Furono giorni di indignazione, cortei come quello organizzato dal Movimento 5 Stelle per le vie del centro, riunioni e iniziative del Comitato Amici del Colle presieduto da Marcello Marino, venuto a mancare alcune settimane fa. Quest’ultimo si è battuto come pochi per avere giustizia.

Nella zona della discarica bruciata infatti, a distanza di mesi e senza alcun intervento di bonifica da parte degli enti preposti, con l’ordinanza del sindaco Di Primio rimasta disattesa, anche a distanza di mesi dal rogo si è continuato a scaricare rifiuti. Fu proprio Marino a documentare gli scarichi di immondizia e di materiale edile sul sito, in aggiunta ai resti dei rifiuti bruciati a giugno del 2015.

Il consigliere comunale M5S Ottavio Argenio inoltre, segnalerà la presenza di scatole piene di pezzi di amianto

A un anno dal quel rogo terribile, che molti sembrano avere dimenticato, non è cambiato nulla. Nessuna bonifica dei veleni, si continua a scaricare rifiuti in quell’area della vergogna e ad assistere a uno sconcertante rimpallo di responsabilità. Persino un cane di pochi mesi, l’inverno scorso, venne abbandonato su quel sito, salvato poi dai volontari del canile di Chieti.

Per la messa in sicurezza della discarica il costo stimato è di oltre 400 mila euro. Il Comune di Chieti non li ha e ha chiesto aiuto alla Regione. Ma al di là dei proclami e delle buone intenzioni, quella zona oggi resta contaminata e quell'incendio rimasto impunito rimane una delle pagine più tristi della storia cittadina recente.

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