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Incendio Colle Sant’Antonio, il Wwf: dov'è la nuova ordinanza?

Il Wwf torna sull'incendio di rifiuti a Colle Sant'Antonio e accusa il Comune di Chieti di inadempienza: "Dalla data del rogo sono ormai trascorsi due mesi e dieci giorni, no al tentativo di deviare l'attenzione sulla inefficienza delle istituzioni parlando d'altro"

Due mesi e dieci giorni. Tanto è trascorso dall'incendio di rifiuti a Colle Sant'Antonio. Nei giorni scorsi era stata annunciata una nuova ordinanza sulla messa in sicurezza, firmata dal sindaco a tre nuovi destinatari, dopo la prima andata a vuoto, ma fino a ieri alle 13, come fa notare il il Wwf, sul sito web del Comune di Chieti non c'era traccia di pubblicazione.

"Basta per inserire il Comune tra gli enti pubblici che su questa singola vicenda stanno dimostrando inefficienza?" tuona Nicoletta Di Francesco, presidente Wwf Chieti che replica per le rime a Di Primio, secondo il quale le polemiche degli ultimi giorni da parte dell'associazione sarebbero legate alla pretesa di ottenere una nuova sede dal Comune.

"È penoso il tentativo di far apparire il Wwf come questuante per ottenere una sede e distratto sui problemi - spiega Di Francesco -  L’intera attività svolta negli anni dall’associazione dimostra il contrario, così come dimostra l’assoluta lontananza del Wwf da qualsiasi logica di appartenenza partitica. Il nostro “bersaglio” in ogni caso non sono mai le persone ma i fatti e i comportamenti".

E a proposito della sede, la presidente ricorda che "il Wwf ne ha una in concessione dal Comune di Chieti, al quale paga un canone mensile al pari di qualsiasi altra associazione, nel complesso dell’ex caserma Pierantoni, ma ha chiesto con due lettere, regolarmente protocollate presso gli Uffici comunali, di averne in sostituzione un’altra, presso il mercato coperto di via Ortona, al fine di poter aprire al pubblico un centro di documentazione ambientale, cioè una piccola biblioteca specializzata, e di ospitare anche la sede regionale. Se avremo gli spazi idonei - conclude - lo faremo, a vantaggio di tutti. Altrimenti ci sarà impossibile, ma in ogni caso nulla cambia nel nostro impegno a favore dell’ambiente e dei cittadini, né l’eventuale concessione può garantire da parte nostra atteggiamenti di favore a chicchessia. E quindi no al tentativo di deviare l’attenzione sulla inefficienza delle istituzioni parlando d’altro".

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