Cronaca

Vasi, panchine e fontana, ma per alcuni il centro è un cimitero

Inaugurato il nuovo arredo urbano in piazza Valignani, corso Marrucino e piazza Vico. Previste altre sedute vicino al palazzo delle Poste centrali e al liceo Classico, ma non tutti gradiscono il nuovo look del centro storico

Quattro panchine in pietra, quattro in metallo, sette fioriere metalliche e due vasi ornamentali. E' quasi completo l’arredo urbano di piazza Valignani, piazza Vico e corso Marrucino, dopo la fontana “Teate”. L’inaugurazione questa mattina da parte dell’amministrazione comunale con gli architetti Augusto Capone e Gianfranco Scatigna dello Studio Opera.

LE PANCHINE Le panchine in pietra chiara sono un omaggio ai personaggi illustri nati a Chieti: il padre missionario Alessandro Valignano (1538-1606) , lo scrittore ed economista Ferdinando Galiani (1728- 1787), il compositore Saverio Selecchy (1708- 1788) e lo scultore Costantino Barbella. Quelle in metallo, recano il logo, creato appositamente, con la parola stilizzata Teate.

Il finanziamento complessivo del progetto, fontana inclusa, è di 250.000 euro, di cui 50.000 tramite Mutui Cassa Depositi e Prestiti e 200.000,00 mediante fondi comunitari.

“La storia fa da padrona al nostro centro storico fa oggi vede la luce – ha detto Di Primio all’inaugurazione-   motivo per il quale abbiamo voluto che i nostri personaggi illustri fossero scolpiti anche nella pietra delle opere d’arredo. Il nuovo arredo urbano contribuirà a far riconquistare ai cittadini gli spazi del centro storico che auspichiamo possa diventare sempre più pedonalizzato”.

CRITICHE  Ma non piace a tutti. Tra i commenti più infelici c’è chi sostiene che con i nuovi arredi il centro storico somigli più a un cimitero che a un luogo di aggregazione. E ancora: in piazza Valignani, tra sedute e fontana, il traffico impazzirà, mentre la prossima processione del Venerdì Santo, dopo tutte queste novità, rischia seriamente di essere stravolta. Il consigliere comunale Idv, Bassam El Zohbi, non apprezza soprattutto le incisioni sulle sedute, troppo profonde a suo dire: “i cittadini rischiano di ritrovarsi impressi sul lato b i nomi di alcuni grandi teatini del passato” dichiara, "ma soprattutto, a causa delle profondità delle stesse, le panchine sono destinate a “riempirsi facilmente di sporcizia, acqua e quant’altro come, ad esempio, pezzi di pomodoro o olio di una pizzetta di qualche bambino, divenendo di fatto impraticabili”.

NON FINISCE QUI  L'arredo urbano del centro non è ancora completo. In un secondo lotto, così come hanno specificato il sindaco Di Primio e l’assessore ai Lavori Pubblici. Mario Colantonio, sono previste l’istallazione di altre due panchine in pietra “modello sofa’” in piazza G.B.Vico, dedicate rispettivamente ad Asinio Pollione e Filippo Rega, una panchina in pietra da collocare fra l’ingresso del liceo Classico “G.B.Vico”, ulteriori panchine in metallo “Teate” davanti all’ingresso delle Poste centrali, fioriere d’arredo e altri due vasi porta-albero al termine del primo tratto di corso Marrucino che andranno a sostituire gli attuali vasi.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Vasi, panchine e fontana, ma per alcuni il centro è un cimitero

ChietiToday è in caricamento