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Assenze eccellenti e lo spettro di un'indagine all'inaugurazione dell'anno accademico

Chiacchierata la defezione del comandante generale della finanza Toschi, che fino a ieri sera era a Chieti. E lo studente D'Ambrosio bacchetta regione e i "personalismi" all'interno dell'ateneo

La cerimonia si è aperta con un minuto di raccoglimento, scandito dalla musica di un violino, per le vittime delle ultime calamità che hanno colpito l'Abruzzo. Poi spazio al discorso del rettore Carmine Di Ilio, l'ultimo con l'ermellino, che ha tracciato il bilancio dei 12 mesi appena trascorsi, evitando di omettere, in questa occasione, i dissidi interni assai accesi nell'ateneo. Il magnifico ha parlato di "notevole tensione" e "resistenze che non hanno agevolato il processo di rinnovamento". Dopodiché, è toccato alla prolusione del professor Leonardo Mastropasqua su "La Tecnologia Robotica in Oftalmologia", alla dipendente Giulia Zona e allo studente di Medicina Nicola D'Ambrosio. 

Quest'ultimo, che siede nel consiglio di amministrazione e ha vissuto da vicino alcune delle tensioni più recenti all'interno della d'Annunzio, ha lasciato il segno nel suo intervento. Prima ha bacchettato l'amministrazione regionale che ha usato "parole rimaste di circostanza" sulla promessa di investire nel diritto allo studio, a cui ha tolto oltre 13 milioni di euro. Poi ha chiesto alle amministrazioni comunali di Chieti e Pescara, sedi dell'ateneo, "un decisivo colpo di reni", perché "le timide iniziative non sono sufficienti: bisogna tornare a investire concretamente nell'università". E ancora, ha ricordato gli allagamenti e i crolli che a ogni ondata di maltempo, e fino a pochi giorni fa, colpiscono le strutture universitarie, chiedendo "una soluzione definitiva". 

"Sottovalutare gli studenti - ha aggiunto D'Ambrosio - è un errore da non commettere". In conclusione, dal giovane studente di Medicina, è arrivato l'invito ad amministrazione, docenti e personale "a trovare spirito di collaborazione, perché le diatribe interne si ripercuotono sugli studenti: accantoniamo personalismi e contrasti".

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