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Nel chietino un'impresa agricola su due è diretta da una donna

Secondo i dati diffusi dalla Cia in un convegno, le realtà con una guida al femminile fatturano più di quelle dei colleghi uomini

Su 13.467 aziende agricole iscritte alla Camera di commercio di Chieti, 5.049 hanno come titolare una donna. La provincia teatina spicca per imprenditoria femminile in campo agricolo nel resto della regione, perché il 48%, dunque quasi una impresa agricola su due, è donna (la percentuale scende per Pescara 15%, L’Aquila 14% e Teramo 21%). 

Sul mondo agricolo in rosa ha voluto riflettere questa mattina (giovedì 10 marzo), Cia Chieti Pescara, con la sua associazione Donne in campo, in un convegno organizzato presso la sede scalina della Camera di commercio di Chieti, che ha visto la partecipazione di circa 150 imprenditrici agricole. 

Dal convegno è emerso un dato fondamentale, supportato da cifre e statistiche analitiche: l’impresa agricola al femminile risulta vincente rispetto a quella maschile. Dati di settore (fonte Istat) dimostrano che a parità di ettaro e di settore, l’azienda agricola femminile in Italia produce e fattura di più rispetto a quella condotta da uomini. Dall’Italia all’Abruzzo la situazione non cambia, se non per un unico problema: la dimensione sociale. Questa dimensione comprende tutti quei servizi a sostegno della donna che lavora, per cui l’Abruzzo è in fondo alle classifiche degli ultimi anni. Di qui l’appello della Confederazione italiana degli agricoltori e di Donne in campo: più impegno sui tavoli che contano per chiedere maggiore sostegno alle imprese agricole in rosa. 

Il convegno, organizzato dalla coordinatrice regionale di Donne in campo, Angela Di Silvio, si è aperto con i saluti del presidente Cia Chieti Pescara Nicola Antonio Sichetti. Ad introdurre i lavori, presieduti dal presidente regionale Donne in campo Domenica Trovarelli, è stato il presidente dell’associazione “Donne in campo” Chieti Pescara, Nicoletta Ranieri. A relazionare, portando una serie di dati sull’imprenditoria agricola femminile, è stata Beatrice Camaioni, ricercatrice Crea, Rete rurale nazionale. Sono intervenute inoltre Rosaria Nelli, presidente del Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di commercio di Chieti, ed Elena Petruzzi, membro del Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di commercio di Pescara. Le conclusioni sono state affidate alla presidente nazionale dell’associazione, Mara Longhin.

Nel corso del dibattito, inoltre, le imprenditrici presenti hanno preso la parola per portare una testimonianza del lavoro quotidiano nel settore. A raccontarsi, fornendo esempi di donne che lavorano in quello che è ancora uno dei pochi settori trainanti dell’economia italiana, sono state Catiuscia Sissa, imprenditrice del settore della lavorazione di cereali e farine di grani antichi, Michelina Mancini, che produce prodotti biologici, Rosella Di Nisio che con la figlia porta avanti un’azienda agrituristica nota per l’innovativo utilizzo delle erbe nella cucina, Beatrice Tortora, imprenditrice pescarese, vice presidente Cia Chieti Pescara, Anna Di Silverio che gestisce una fattoria didattica, Stefania Sergiampietri, titolare di una fattoria biologica, Giovanna Troiano che pure ha una fattoria didattica, Maria Ivana Ialacci, titolare di un’azienda ortofrutticola. 

In tutte le testimonianze è emersa la passione e l’impegno con cui le donne portano avanti il loro lavoro, ma anche quella multifunzionalità che trasportata in azienda fa sì che la tradizione si sposi all’innovazione. E non si tratta tanto di innovazione tecnologica quella che si evidenzia nelle imprese condotte da donne, quando di innovazione organizzativa. È in questo campo che le donne capitane d’azienda in agricoltura hanno una marcia in più rispetto ai loro colleghi uomini. Passione e impegno da un lato, ma anche reddito, perché fare impresa significa soprattutto produrre reddito. 

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