Cronaca

Si muore al freddo e al gelo per indigenza

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Registrare oggi oltre 400 morti per gelo nella progredita e ricca Europa è uno scandalo imperdonabile. Anche nella nostra solidale e premurosa bell'Italia si registra qualche decesso, che alla fine si riduce sempre al classico clamore di cronaca, poi niente più. Nel tempo che viviamo l'emergenza dei senzatetto è davvero inspiegabile e come sia ancora possibile morire d'indigenza è incredibilmente raccapricciante. Una vergogna che non può essere rimossa semplicemente delegando ai classici e miseri interventi pubblici.

Questa schifosa vergogna, per un mondo che non ancora riesce ad armonizzare il benessere, deve essere rimossa all'istante, se ci si definisce società civile. Come si può vivere in serenità coscienti di un disagio vicino che provoca sofferenza e morte. Come si può godere nello sfarzo, nello lusso e nello sperpero più sfrenato se la desolazione di una miserabile morte bussa alla coscienza. Come sia possibile ancora questa indecenza, questa mostruosa oscenità, non è dato ancora sapere, ma nascondersi ancora dietro l'oscuro velo dell'indifferenza o eclissandosi nelle celebrazioni ubriacanti delle più rozze egolatrie può solo rappresentare la più ridicola e patetica delle scuse. Giunge sempre il momento per chiudere alla farsa e di chiamarsi a responsabilità. Chi detiene l'inutile benessere avrà sempre quell'occasione nella vita di tagliare le eccedenze per coprire le carenze. Una logica seppur misteriosa e fantastica per questo mondo strambo, adatta sicuramente ad un popolo che potrà definirsi e qualificarsi davvero e finalmente fantastico. Nando Marinucci

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