Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca

Il 2011 tutto d'un fiato: fatti e misfatti dell'anno che se ne va

Omicidi, bullismo, incidenti sul lavoro e su strada nell'anno appena trascorso a Chieti. E poi c'è la crisi, che ha tolto il respiro alle grandi aziende del territorio. La storia di 365 giorni raccontata nei suoi eventi clou

Omicidi, bullismo, incidenti sul lavoro e su strada segnano l’anno appena trascorso. Chieti si lascia alle spalle un 2011 ricco di cronaca nera in città e in provincia. Dall’anziano medico ucciso a coltellate in città agli omicidi passionali nel vastese, dagli incidenti su strada che hanno coinvolto troppi giovani, uno su tutti quello che ha strappato la vita a una ventiduenne l'estate scorsa a Torrevecchia Teatina, a quello sul lavoro consumatosi allo stabilimento De Cecco di Ortona. Allo stesso tempo, pensando al 2011, non possiamo che guardare con preoccupazione gli effetti di una crisi che ha tolto il respiro a grandi aziende del territorio come la Golden Lady, la Sixty e l’ex cartiera Burgo. Eccovi la storia di 365 giorni raccontata nei suoi eventi clou.

 

L’OMICIDIO DI VIA EUGENIO BRUNO

E’ il 31 marzo quando il tranquillo quartiere Tre Pini a Chieti viene travolto da un omicidio che lascia tutti senza parole. Paolo Abbruzzese, ex pneumologo del “San Camillo”, viene ucciso all’età di 92 anni nel suo appartamento di via Eugenio Bruno solo per aver difeso la sua badante dalla follia dell’ex fidanzato, un romeno di 24 anni.

Joan Damir, questo il nome dell’assassino, si presenta a casa dell’anziano in tarda mattinata, deciso in tutti i modi a riconquistare la sua ex ormai innamorata di un altro.

Abbruzzese si frappone tra i due per proteggere la ragazza dall’aggressività di Damir il quale, in preda a un raptus, sferra tre colpi di forbice al petto dell’anziano, dopodiché fugge via gettando l’arma del delitto sotto un’auto. Verrà poi ritrovato in campagna, a Santa Barbara, dove tenterà anche il suicidio, per poi confessare tutto ai carabinieri. Una morte da eroe per lo stimato medico Abbruzzese.

 

BULLISMO IN CITTA’

Il 2011 è anche l’anno in cui maturano in maniera violenta alcuni episodi di bullismo, sulla scia dell’anno precedente. In molti ricorderanno l’arresto di alcuni ventenni accusati di estorsione e minacce nei confronti di un coetaneo, che ebbe poi il coraggio di denunciare tutto ai carabinieri e del componente di una baby gang teatina, responsabile di aver preso a coltellate un minorenne alla Villa Comunale di Chieti dopo che questi rifiutò di consegnarli il denaro richiesto.

Il bullismo non ha risparmiato neanche le città della provincia: a Vasto durante la Notte Rosa quest’estate, tre diciassettenni e un diciannovenne pestarono al buio di una pineta un ragazzo romano il quale rimase a lungo ricoverato in prognosi riservata. Diverse le azioni intraprese per contrastare il fenomeno, come l’attivazione di uno sportello di sicurezza a Chieti o l’installazione di sistemi di videosorveglianza a prova di vandali e bulli. 

 

TRAGEDIA DOPO LA NOTTE DEI FUOCHI A FRANCAVILLA: PERDE LA VITA UNA VENTITREENNE

Uno dei troppi, dolorosi incidenti stradali che nel corso del 2011 hanno strappato decine di giovani vite in provincia è stato quello avvenuto all’alba del 19 agosto scorso.

Al ritorno da una festa a Francavilla al mare, Marika Ciarciaglini, 23enne di Torrevecchia Teatina, perde la vita a bordo della jeep nella quale viaggiava sul sedile posteriore, dopo essere finita per sbaglio in una scarpata in zona Fontechiaro da Capo. La ragazza muore sul colpo per schiacciamento, i suoi amici rimangono gravemente feriti. Una folla immensa e altrettanta commozione ai funerali per ricordare ‘Quella piccola peste di Mezzo Chilo’ come usavano chiamarla tutti.

 

INCIDENTE AL PASTIFICIO DE CECCO

Chieti, medaglia nera per gli incidenti sul lavoro in Abruzzo, a fine agosto diventa teatro di un’altra orribile morte bianca, quella di Massimiliano Bucci, 39enne di Orsogna. L’operaio perde la vita schiacciato da un macchinario nel Pastificio De Cecco di Ortona, reparto confezionamento.

Verrà fuori che l’apparecchio che Bucci stava utilizzando per allestire scatole in cartone per la pasta all'uovo era difettoso.

 

RUBATI 40 CHILI DI DROGA SOTTO SEQUESTRO AL TRIBUNALE DI CHIETI tribunale chieti

Un colpo anomalo messo a segno al Tribunale di Chieti quest’estate: alcuni malviventi entrano nel Palazzo di Giustizia praticando un foro con la fiamma ossidrica nel portone sito in Largo Cavallerizza e si intrufolano in uno dei magazzini di custodia dei corpi del reato.

Da qui portano via circa 40 chili tra eroina, cocaina, hashish e marijuana. Subito dopo il Prefetto intensificherà le misure di vigilanza presso l’edificio.

 

OMICIDIO PASSIONALE A VASTO: RAGAZZA LITUANA UCCISA DAL CONVIENTE

E’ una mattina di ottobre quando Neila Bureikaite, ventiquattrenne di origini lituane, viene trovata senza vita nell’appartamento di via Pertini che condivide con il fidanzato: un imprenditore quarantenne di origini pugliesi, innamoratissimo e non estraneo alle liti con la bella e giovane compagna.

Tre coltellate alla schiena e la vita della giovane lituana si interrompe per sempre. Le indagini ruotano attorno a quello che era l’uomo di Neila da quattro anni. "Ho fatto una stronzata" dice il compagno aprendo la porta di casa alla polizia. Verrà arrestato con l'accusa di omicidio volontario.

 

FINANZIERE UCCIDE LA MOGLIE E POI SI TOGLIE LA VITA CON LA PISTOLA D’ORDINANZA

coniugi DesiatiNemmeno una settimana dopo l’ultimo omicidio, a Vasto scorre altro sangue. Stavolta è quello dei coniugi Nicola Desiati e Mirella La Palombara, trovati cadavere all’interno del loro condominio, a due passi dal mare, dopo l’allarme lanciato dai famigliari della donna, preoccupati perché non riuscivano a mettersi in contatto con lei.

Desiati, finanziere in servizio alla brigata di Chieuti in Puglia, ha ucciso la moglie colpendola tre volte con la sua calibro 9, si è poi tolto la vita sparandosi alla tempia e a cuore.

Un gesto disperato, epilogo di un dramma al quale non riescono a dare una spiegazione gli amici e i parenti della coppia, da tutti descritta come esemplare, semplice e apparentemente serena.

 

CRISI ECONOMICA: IL DRAMMA DEI LAVORATORI

Il 2011 verrà ricordato a Chieti come l’anno in cui numerose aziende storiche chiudono i battenti e/o i lavoratori vivono momenti culminanti di crisi.presidio burgo

Come gli ex Burgo, operai di quella che una volta era tra le più importanti fabbriche di carta. Tante le ipotesi di ricollocamento, come le promesse fatte; non basta insorgere al Consiglio comunale o appellarsi al presidente della Repubblica: a dicembre per i 133 ex dipendenti scatta comunque la mobilità.

Critica anche la situazione di un’altra azienda scalina, la Sixty, leader nel settore tessile, che, dopo aver spostato all’estero interi reparti di produzione, annuncia l’esubero di oltre la metà dei suoi lavoratori entro il 2013. Anche in questo caso si dà vita a un presidio permanente innanzi all’azienda e si protesta in Prefettura.

Spostandoci in Val Sinello le cose non vanno meglio: se a ottobre i sindacati parlano di 1000 posti di lavoro a rischio, a fine novembre per 380 lavoratrici della Golden Lady di Gissi il pericolo è già realtà: l’azienda chiude i battenti tra l’indifferenza della politica.

 

PAURA AD ORTONA: ASSALTO AL PORTAVALORI

Colpi di fucile e tanto spavento tra gli automobilisti di Ortona che in un pomeriggio d’autunno transitano in via Civiltà del lavoro. Un furgone portavalori di ritorno dal suo giro per prelevare gli incassi di banche e centri commerciali viene assediato poco lontano dal centro cittadino.

Gli autori del colpo, una decina di uomini, immobilizzano i vigilantes, sottraggono loro la pistola d’ordinanza e prelevano i sacchi contenenti l'incasso del giro, sparando colpi intimidatori e seminando il panico. Una scena da film. Poi fuggono a bordo di due auto facendo perdere le loro tracce. Successivamente i carabinieri annunceranno la riuscita a metà di quello che sembrava un gran colpo: nella cassaforte infatti, i banditi hanno ‘dimenticato’ ben 650 mila euro.

 

A LANCIANO UN 75ENNE VIENE ARRESTATO CON L’ACCUSA DI PEDOFILIA

Abusava della figlia della convivente: una bambina di età inferiore ai dieci anni. Con questa accusa un 75enne di Lanciano viene arrestato dai carabinieri al termine di una lunga e delicata indagine che vede coinvolta anche la madre della piccola. Lui si difende e respinge le accuse, ma resta in carcere.

A shoccare ulteriormente i lancianesi è il fatto che la madre della piccola fosse al corrente dei fatti e, alle richieste di aiuto della figlia, avrebbe risposto con un “Fallo fare”. Un’orribile e grave storia di pedofilia sporca le ultime pagine dei giornali locali nel 2011.

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