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Una delle vittime di Rigopiano chiamò la Croce Rossa per chiedere l'evacuazione del resort

A pochi giorni dalla chiusura delle indagini, spunta la telefonata del cameriere D'Angelo, che la mattina del 18 gennaio chiamò la Croce Rossa di Penne, per segnalare l'isolamento dell'hotel a causa del muro di neve e la paura dei clienti per le scosse di terremoto

Emergono nuovi dettagli sulle ore precedenti alla valanga che, il 18 gennaio 2017, travolse l'hotel Rigopiano di Farindola (Pescara), uccidendo 29 persone. Dopo l'incontro dei familiari delle vittime in procura e l'annuncio che nel giro di una decina di giorni le indagini potrebbero essere chiuse, è emerso un nuovo elemento che potrebbe aiutare a far luce sulle responsabilità.

Uno dei dipendenti dell'hotel, il cameriere Gabriele D'Angelo, anch'egli fra le vittime della tragedia, la mattina del 18 gennaio chiamò la Croce Rossa di Penne per chiedere aiuto, invocando l'evacuazione dell'hotel, visto il muro di neve che lo aveva isolato e le forti scosse di terremoto che avevano spaventato i clienti. 

Come ha mostrato il Tg3 Abruzzo, su un brogliaccio in cui venivano annotate le chiamate, si legge chiaramente il nome di D'Angelo e la specifica "Hotel Rigopiano evacuazione". Non è chiaro che fine fece quella richiesta d'aiuto, considerato che la sede della Croce Rossa di Penne diventò quella del Centro operativo comunale e del posto di coordinamento avanzato, su disposizione dell'allora prefetto di Pescara Francesco Provolo.

Certo è che, quel giorno, fu drammatico per l'intero Abruzzo e numerosissime furono le richieste d'aiuto, per situazioni di grave emergenza, in tutta la regione. 

brogliaccio Croce Rossa Penne-2

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