Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Honda, l'allarme dei sindacati: "Restano 3 anni al massimo"

I segretari provinciale di Fiom Cgil, Uil Uilm e Fim Cisl accusano l'azienda di non rispettare l'accordo siglato al ministero dello Sviluppo economico e invitano a nuovi investimenti. Ma la Honda smentisce e spiega di essere in linea con gli accordi sottoscritti

Sindacati in allarme per il futuro della Honda: “La fabbrica non ha più di 2 o 3 anni di vita”. L’allerta è stato lanciato ieri (venerdì 13 novembre) in una conferenza stampa che ha radunato i segretari provinciali di Fim Cisl, Domenico Bologna, Fiom Cgil Davide Labbrozzi e Uil Uilm Nicola Manzi. 

Stando a quanto hanno ricostruito ieri, a pochi mesi dalla scadenza dell’accordo ministeriale che ha previsto tagli per il rilancio dell’azienda, ci sarebbe il rischio concreto di non raggiungere il pareggio di bilancio entro marzo 2016. Tanto più che la Honda ha dichiarato 13 milioni di euro di passivo. Per questo, i sindacati chiedono che Honda torni a investire e produrre utili, progettando verso il futuro. 

Il nodo più difficile da risolvere sarebbe quello sul pareggio di bilancio: l’accordo siglato al ministero dello Sviluppo economico 3 anni fa prevedeva il pareggio di bilancio con una chiusura di 120mila moto con 350 persone impiegati, più gli stagionali da assumere a tempo determinato. Ma la realtà, lamentano i sindacati, sarebbe ben diverse: con 80mila moto prodotte da 352 persone più 100 stagionali e 152 lavoratori miniturbo. 

L’azienda, dal canto suo, smentisce la versione dei sindacati e assicura che “la Honda Italia è perfettamente in linea con gli accordi sottoscritti, sta conseguendo tutti gli impegni occupazionali e finanziari assunti, ha appena informato sul piano di produzione del prossimo anno che conferma l’apprezzamento dei propri modelli sul mercato e non rileva stati di agitazione da parte dei dipendenti”.

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