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Proteste tassisti, Febbo: "Basta con inutili polemiche, rispettata la legge nazionale"

L'assessore regionale interviene sulla guerra infinita tra Cotape (Pescara) e Cometa (Chieti). Stamattina sit-in di protesta dei tassisti pescaresi di fronte la Regione Abruzzo

Nuovo capitolo della guerra dei taxi questa mattina: i tassisti pescaresi del Cotape hanno manifestato davanti alla sede della Regione Abruzzo, in viale Bovio a Pescara, per chiedere la modifica del decreto regionale (n.58 del 2 agosto scorso) che regolamenta della presenza dei colleghi della società Cometa di Chieti in aeroporto.

Intanto sulla questione è intervenuto l'assessore regionale Mauro Febbo: “Mi duole leggere di inutili, quanto dannose, cronache che fanno male all’immagine della nostra regione. Mi riferisco alla questione degli stalli dei taxi e al fatto che non si accetti il principio che è stata applicata semplicemente una Legge Nazionale, la n°422 del 1997, e la successiva ordinanza dell’Enac a cui tutti i Comuni devono fare riferimento.

Infatti - spiega Febbo - il Decreto Presidenziale firmato dal presidente Chiodi non è altro che un atto dovuto e nulla  serve a cercare di dare larghe interpretazioni, riaccendendo inutilmente gli animi e portando a scene che poco fanno bene all’immagine turistica e di ospitalità che contraddistingue la nostra regione. Cronache, come quella di turisti inglesi malamente contesi fra colleghi tassisti sono una pubblicità negativa e che mina tutto il lavoro che questo Governo regionale sta portando avanti anche per la mobilità ed il turismo.

Auspico quindi, che si comprenda che ciò che è scritto sul Decreto Presidenziale è l’unica strada possibile, riconoscendo diritti dovuti a tutti i tassisti e che nessuna strumentalizzazione politica può stravolgere o fomentare inutilmente gli animi. Ecco perché la mia  posizione è allineata perfettamente al decreto presidenziale e quindi respingo fermamente ogni altra forma di opposizione che ritengo pretestuosa e arrogante, o perlomeno che non sia volta ad un dialogo sereno e rispettoso, in quanto da troppo tempo, sulla questione stalli, ci si era abituati all’anarchia e alla legge del più forte, o quanto meno, dei più numerosi”.

Ma gli aderenti al sindacato regionale UriTaxi fanno sapere che protesteranno a oltranza fino a quando non verrà modificato il decreto.

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