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Le guardie mediche della Asl di Chieti scioperano due giorni

Nel mirino la mancata soluzione sull’indennità di rischio, che la Regione ha sospeso ai medici di continuità assistenziale abruzzese da due anni, e la decisione della Asl di non retribuire le visite ambulatoriali,stabilendo un’interruzione del servizio nei confronti dei cittadini

Luglio caldo per le guardie mediche abruzzesi. Dopo la protesta di quelle della Asl dell’Aquila, ora anche i medici di guardia della Asl Chieti-Lanciano-Vasto scenderanno in sciopero, per stigmatizzare l’atteggiamento dell’Azienda sanitaria e della Regione. Le prime giornate di sciopero, indette dai tre sindacati principali, FIMMG, SMI e SNAMI, sono state fissate per il 18 e 19 luglio. Nel mirino la mancata soluzione della storia dell’indennità di rischio, che la Regione ha sospeso ai medici di continuità assistenziale abruzzese ormai da due anni, e l’inspiegabile rifiuto da parte della ASL Chieti-Lanciano-Vasto di continuare a retribuire le visite ambulatoriali, nei fatti stabilendo un’interruzione del servizio nei confronti dei cittadini.

Già la sospensione dell’indennità di rischio ha da due anni decurtato pesantemente lo stipendio dei medici di continuità assistenziale, ai quali è stata ancheventilata una richiesta di arretrati. Un atteggiamento che ha innescato una serie di contenziosi legali che, a macchia d’olio, stanno comunque vedendo riconosciute le ragioni dei medici in barba alle tesi della Regione. “Perfino la Corte dei Conti della Basilicata, che per prima aveva sollevato il dubbio sulla regolarità dell’indennità, ha riconosciuto la legittimità dell’indennità di rischio- dice Sandro Campanelli segretario regionale della FIMMG Continuità Assistenziale - Eppure la Regione Abruzzo prosegue imperterrita sulla sua strada nel non voler ripristinare l’indennità spettante e ritarda nel ritirare la delibera. Ed oggi tutto questo non possiamo continuare a tollerarlo”. L’estate scorsa la Regione Abruzzo aveva cercato di mettere una pezza approntando in tutta fretta una legge per cercare di giustificare l’indennità, ma nei giorni scorsi la legge è stata rigettata dalla Corte costituzionale, però solo perchè la regione non può legiferare in tal senso. L’unica soluzione resta il ritiro della troppo frettolosa delibera regionale che diete l’avvio a tutto.

 A questo problema, riferiscono i medici,  si è aggiunto l’atteggiamento della Asl teatina che, dopo aver stretto, su pressione della Regione, un accordo prima regionale, poi aziendale con i medici di guardia per retribuire le viste ambulatoriali, unilateralmente dopo qualche mese ha sospeso tutto. In alcune sedi della provincia già i medici non stanno svolgendo più le ambulatoriali, gli altri lo stanno facendo per puro spirito di servizio.

“E’ stato davvero sconfortante l’atteggiamento della Asl – dice Marco Di Clemente, segretario provinciale Chieti della FIMMG Continuità Assistenziale - c’era un accordo regionale, al quale la Asl ha voluto aggiungere un accordo aziendale. Ma dopo ritardi inauditi e mille scuse burocratiche per non procedere alla retribuzione, dopo che in un comitato aziendale si era stabilito di continuare per altri 6 mesi, l’amministrazione ha senza alcuna motivazione, né disdetta dell’accordo, bloccato anche questa indennità. Se non vogliono che i medici forniscano più ai cittadini le prestazioni ambulatoriali, devono avere il coraggio di dirlo apertamente alla popolazione. Non è nemmeno accettabile che non si possa trovare una soluzione ad un problema tanto semplice, solo perché attualmente la ASL è senza manager, perché l’ordinaria amministrazione va comunque risolta. Non avremmo voluto ricorrervi, ma per tutte queste situazioni non più accettabili, siamo costretti a dichiarare lo sciopero”.

Nelle giornate di agitazione verranno comunque salvaguardate le urgenze reali della popolazione. Lo sciopero è stato già comunicato ad Asl e Prefettura.
 

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