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Cronaca

Giustizia Sociale su Protezione Civile a Chieti

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

E’ fin troppo facile scaricare le colpe sull’Assessore Ivo D’Agostino sui ritardi e sulle inadempienze dell’amministrazione per quanto concerne il piano di emergenza comunale. Forse qualcuno volutamente dimentica che l’elemento determinante della catena operativa della protezione civile a livello comunale nell’assunzione di tutte le responsabilità sia nell’organizzazione preventiva che nelle attività di controllo e monitoraggio, fino all’adozione di provvedimenti di emergenza, è il Sindaco della città. Allora perché i consiglieri comunali della seconda commissione consiliare (lavori pubblici e protezione civile) si sono scagliati solo contro il povero assessore dandogli apertamente dell’incapace e chiedendone la testa? E perché insieme alla sua non hanno chiesto  quella del Sindaco, che non poteva non sapere dell’inefficienza gestionale del suo delegato? Forse perché potrebbe finire per far comodo un po’ a tutti far ricadere le colpe sull’assessore a cominciare proprio da Di Primio per scaricarsi di responsabilità dinanzi all’opinione pubblica. E ancor più potrebbero trovare vantaggio quei  tanti consiglieri che aspirano ad occupare un posto in giunta, che vanno ormai da mesi spasmodicamente alla ricerca di un assessore da defenestrare. Comunque sia, al di la delle schermaglie politiche, è certo che bisogna agire e bisogna farlo in fretta considerato che Chieti è tra i 294 comuni a rischio idrogeologico in Abruzzo. Secondo il rapporto Ecosistema redatto da Legambiente, Chieti è un comune che svolge uno “scarso lavoro di mitigazione del rischio frane e alluvioni” con un’insufficienza abbondante pari ad un punteggio di 4,5 che colloca la città nelle ultime posizioni della classifica Ecosistema rischio del 2011. Il dossier rileva come siano praticamente inesistenti l’informazione ai cittadini e soprattutto rileva i troppi e gravi ritardi nella prevenzione. Non solo,  è anche da sottolineare  che Chieti, in una scala di rischio sismico che va da 1 a 4 (la prima più pericolosa, quella delle aree dove si verificano con maggio frequenza i terremoti più intensi, la 4 la meno pericolosa)  è in fascia rischio due. Il che vuol dire che il rischio per Chieti è molto alto. La storia ce lo ricorda: nel 1706 la città è stata fortemente danneggiata dal terremoto della Maiella (intensità VIII grado della scala Mercalli) ed ha subito danneggiamenti a seguito dei vari terremoti del 1882, 1915 e 1933 (del VII grado scala Mercalli), per citare i terremoti recenti (Fonte Francesco Stoppa-Database Macrosismico Nazionale INGV). E allora, è evidente che sulla situazione della nostra città c’è veramente poco scherzare. Diamoci tutti da fare perché la sicurezza non può e non deve avere colori politici e soprattutto non può essere strumento di interessi personali.

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