Cronaca

Traffico rifiuti Casoni; Riccardo: "Smascherare chi pregiudica la salute pubblica"

Imprenditori e amministratori finiti nel mirino dell'Antimafia per presunto traffico illecito di rifiuti alla discarica in contrada Casoni a Chieti gestita, secondo il coordinatore Riccardo, "nella più totale segretezza"

La Procura Distrettuale Antimafia dell'Aquila in settimana ha aperto un fascicolo sul presunto traffico illecito di rifiuti. Nell'indagine del Noe è finita anche la discarica teatina Casoni. Qui i rifiuti sarebbero stati Indagine della procura antimafia su traffico rifiuti Casoni
smaltiti saltando la filiera del recupero e del trattamento
. Coinvolte le società Deco e Attiva.

Il coordinatore regionale giovani Italia dei Valori Abruzzo, Giampiero Riccardo, da tempo partecipe alle vicende che coinvolgono la suddetta discarica, è intervenuto sulla questione con una nota. "Che lo smaltimento dei rifiuti sia diventato un affare assai appetibile e proficuo è ormai un dato oggettivo, certificato da numerosi rapporti e dossier ufficiali - scrive Riccardo - Stabilire se la conduzione di questo business da parte di Attiva, Deco e altri soggetti, sia avvenuta in modo illecito è compito della Procura di L'Aquila, che deve poter lavorare senza pressione o ingerenza alcuna". Riccardo si riferisce ai commenti espressi in merito da alcuni esponenti del Pdl, come quello del Senatore Pastore: "la procura antimafia intralcia lo smaltimento dei rifiuti".

"Ciò che però a me preme - continua Riccardo - è smascherare coloro che pregiudicano la salute dei cittadini di Chieti, in primo luogo quelli residenti nei pressi di contrada Casoni: costretti a convivere con una discarica pubblica, di proprietà del Comune di Chieti, gestita nella più totale segretezza. Il conferimento dei rifiuti nelle piattaforme situate sul territorio comunale - conclude il coordinatore - dovrebbe invece avvenire nella massima trasparenza e attenendosi scrupolosamente alle norme vigenti. A contrada da Casoni invece, specie nell’impianto TMB,  si continua a operare senza la necessaria agibilità, vincolata alla costruzione dell'arteria di collegamento tra l’asse attrezzato e impianto e, anche alla luce di quanto sopra elencato, per la trasparenza continua ad esserci un netto rifiuto”.

 




 

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