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Cronaca

"Gestione clientelare", Usb contro le aziende municipalizzate

Una operatrice di Chieti Solidale fino a dicembre sarebbe addetta al controllo qualità dei servizi per "pressioni politiche", dicono il sindacalista Di Primio e Di Gregorio (Fds). Per salvare Teate Servizi propongono soluzioni antispreco e agevolazioni fiscali

Una maggiorazione di ore nei normali ritmi lavorativi per svolgere un servizio di controllo qualitativo dei servizi, assegnata ad una lavoratrice della Chieti Solidale che non avrebbe titoli e competenze per farlo. È quanto denunciano la Usb, sindacato più rappresentativo nell’azienda municipalizzata, tramite Silvio Di Primio e il capogruppo della Federazione della sinistra in consiglio comunale Riccardo Di Gregorio.

“L’azienda viene gestita sempre più in maniera clientelare, non si possono mettere le mani su un controllo che dovrebbe essere interno, tramite riunioni fra gli assistenti sociali del Comune e gli operatori”, dicono. Accuse dure, dal momento che secondo i due la lavoratrice sarebbe stata favorita per pressioni politiche.

“Da fine ottobre al 31 dicembre il cda, contro il parere della direzione, ha deliberato che questa persona si debba occupare del controllo qualità: ma non ha le competenze, va immediatamente rimossa. Non potrà mai essere super partes, tanto più in regime di riduzione delle ore di altri lavoratori, con debiti che ammontano a circa 2 milioni e 600 mila euro.

Ed è bufera anche su Teate Servizi, l’altra azienda municipalizzata, che nei mesi scorsi è stata condannata dal tribunale di Chieti a risarcire due lavoratori assunti a tempo determinato con contratti prorogati per anni, in alcuni casi anche per periodi inferiori a un mese.

Già nel mese di marzo il sindacato aveva proposto al sindaco e all'assessore delegato ai servizi cimiteriali una serie di soluzioni per impiegare i lavoratori interinali ed ex interinali del Comune e dell’azienda municipalizzata, che si sarebbero dovuti occupare dei servizi cimiteriali, della manutenzione delle strade cittadine e degli immobili comunali, del verde pubblico.

“Il canone cimiteriale è fermo dal 2004 – spiegano Di Primio e Di Gregorio – basterebbe aumentarlo dell’1-2% per poter assumere a tempo indeterminato almeno una decina di persone grazie ai benefici della legge 407 del 1990”. Legge per cui l’assunzione di lavoratori disoccupati da almeno 2 anni, come la maggioranza della quarantina degli ex interinali, consente benefici fiscali. “Si eviterebbe così di ricorrere alle agenzie interinali, che costano ogni anno circa 250mila euro, il 7% degli stipendi degli operai. I lavoratori – proseguono – hanno diritto ad essere assunti direttamente perché Teate Servizi non può gestire in maniera continuativa alcuni servizi senza avere dipendenti propri. La società è dichiarata fuori legge dal tribunale: dobbiamo forse fare cause per tutti i 40 dipendenti?”, tuona Silvio Di Primio.

Ma sulla carenza di fondi dell’ente comunale, il sindacalista e Di Gregorio chiedono al sindaco di ridurre le spese per il suo staff “cresciute di un terzo rispetto all’amministrazione precedente, quando non c’erano il patto di stabilità e trasferimenti minori”.

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