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Sanità: pazienti in barella e personale insufficiente in Geriatria

Seconda visita in reparto della consigliera regionale 5 stelle Sara Marcozzi, che punta il dito contro il governatore D'Alfonso e torna a dire no al nuovo ospedale

Sovraffollamento in reparto, al punto che, al momento, ben sei pazienti sono ospitati sulle barelle nel corridoio, senza alcuna privacy. Questo l'esito della seconda visita ispettiva del consigliere regionale del Movimento 5 stelle Sara Marcozzi nel reparto di Geriatria del Santissima Annunziata, un mese dopo la prima. La situazione appare migliorata, ma i posti letto restano insufficienti e il problema potrebbe aggravarsi con l'arrivo della bella stagione, quando le alte temperature acuiscono i problemi di salute delle persone più anziane. 

Da tempo il Movimento 5 stelle propone l'aumento dei posti letto nei reparto che ospitano gli anziani, con una sburocratizzazione e una velocizzazione delle pratiche di trasferimento verso Rsa e Lungodegenze per i pazienti che, terminata la fase di acuzie, devono continuare le cure in strutture con maggiore disponibilità di posti. 

La consigliera teatina Marcozzi punta il dito contro il presidente della Regione Luciano D'Alfonso: "Mi domando se sia tornato in visita nei reparti degli ospedali dopo la sua elezione. Non abbiamo bisogno del nuovo ospedale presentato nel progetto di Maltauro, ma di creare strutture sul territorio che permettano di continuare il percorso terapeutico di persone anziane che molto spesso sono abbandonate a loro stesse. Abbiamo bisogno di aumentare il numero di posti letto - che il progetto di finanza capitanato da Maltauro non prevede - Regione Abruzzo dispone attualmente di soli 192 posti letto per la lungodegenza, siamo addirittura al di sotto dei già bassi parametri imposti dal decreto Lorenzin, che prevederebbero per la lungodegenza 0,2 posti letto ogni 1.000 abitanti e che darebbero all’Abruzzo una dotazione di 267 posti letto".

Nel corso della visita è emersa un'altra emergenza che non consente al reparto di lavorare in condizioni ottimali. Infermieri e operatori socio-sanitari, infatti, operano sotto organico, vivendo una pressione costante. Inoltre da questa settimana c'è stato un ulteriore taglio al monte ore degli operatori Oss di 30 minuti, determinando, così ulteriore disagio e ritardo nella quotidiana cura e pulizia degli assistiti.

"Auspico che la Asl - conclude la consigliera regionale - riveda la pianta organica sulla base delle effettive esigenze funzionali dei reparti e con l’obiettivo ultimo di offrire le migliori cure possibili.”

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