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Accorpamento Camere di commercio, interrogazione di Castaldi ai ministri

"La fusione - commenta - rischia di contraddire lo scopo stesso dell’accorpamento che, tra gli scopi, è finalizzata alla razionalizzazione e riduzione dei costi". Nell'ultima seduta del consiglio camerale di Chieti, i voti sono stati esattamente pari fra contrari e favorevoli alla fusione

Contro l'accorpamento delle Camera di Commercio di Chieti e Pescara si schiera anche il senatore del Movimento 5 stelle Gianluca Castaldi, che presenterà una interrogazione orale con carattere d'urgenza, con cui chiederà ai ministri dello Sviluppo economico e dell'Economia e delle finanze, come responsabili della vigilanza sulle Camere di commercio, di sospendere il processo di accorpamento delle Camere di commercio di Chieti e Pescara. 

"Quanto è accaduto nella riunione della Camera di Commercio di Chieti del 16 settembre 2015  - commenta Castaldi - con il voto che ha spaccato esattamente a metà il consiglio camerale convocato per discutere la sospensione del procedimento di fusione tra le Camere di Commercio di Chieti e Pescara, al fine di approfondire i dati di bilancio della Camera di Commercio di Pescara, ed in modo particolare della società controllata al 100% Marina di Pescara S.r.l., merita attenzione. La fusione - incalza - rischia di contraddire lo scopo stesso dell’accorpamento che, tra gli scopi, è finalizzata alla razionalizzazione e riduzione dei costi".

Chi chiede la sospensione del procedimento di fusione  evidenzia gravi criticità nella Società partecipata Marina di Pescara S.r.l., il cui socio unico è la Camera di Commercio di Pescara, identificabili principalmente nelle seguenti: la Camera di Pescara aveva previsto nel bilancio di previsione 2014 un aumento di capitale sociale per la Marina di Pescara S.r.l., di 1 milione 840mila euro, poi rinviato. I bilanci degli ultimi tre esercizi della Società Marina di Pescara evidenziano perdite crescenti per un importo complessivo di 323mila e 287 euro, i crediti della Marina di Pescara S.r.l., risultano di notevole entità rispetto ai ricavi e mostrano trend crescenti; la cassa diminuisce sensibilmente del 53% negli anni considerati; nelle note integrative risulta un lodo arbitrale perso da Marina di Pescara S.r.l., nei confronti della Danimar Boat S.r.l. per un importo di 1 milione 400mila euro non rilevato in bilancio; necessità di un piano industriale che il socio unico Camera di Commercio di Pescara ha richiesto nel 2013 (investimenti giudicati urgenti ed indifferibili) di cui non si ha ancora traccia, che gli stessi Revisori sollecitano e che potrebbero riguardare investimenti per la messa in sicurezza per svariati milioni di euro.

"Non è condivisibile il salomonico consenso della Regione Abruzzo - conclude Castaldi - e men che meno la posizione dei Ministeri interessati, che incomprensibilmente, nella relazione di accompagnamento al Decreto di decisione di accorpamento ritiene non necessario “introdurre disposizioni di dettaglio relativamente, ad esempio, ai criteri contabili di valutazione ed iscrizione in bilancio dei patrimoni accorpati, alle conseguenze su Aziende speciali, Associazioni e Società controllate o partecipate dalle camere accorpate”. Se quanto denunciato dai consiglieri della Camera di Commercio è vero (e non ci sono ragioni per dubitarne), allora l’accorpamento va sospeso. E vanno approfonditi, chiariti ed eliminati tutti gli aspetti deteriori che minano alla base l’obiettivo di razionalizzazione!".

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