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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca San Vito Chietino

In fuga dalle bombe dopo essere tornata in Ucraina per la morte della sorella: l'odissea di Yana, rientrata a San Vito con i nipoti

La storia e le preoccupazioni di Yana Suiarko, ex artista circense, raccontate in una lunga intervista video pubblicata su abruzzolive.tv, dopo che la donna è riuscita a rientrare in Abruzzo

In Ucraina era tornata lo scorso 14 febbraio dopo l’improvvisa scomparsa della sorella gemella, nemmeno due settimane dopo nel suo Paese è iniziata la guerra. La storia di Yana Suiarko, ex artista circense, che vive a San Vito Chietino con il marito Sacha Emidio Guidi, è stata raccontata in una lunga intervista video pubblicata su abruzzolive.tv, dopo che la donna è riuscita a rientrare in Abruzzo, portando con sé i due nipoti di 17 e 11 anni, figli della sorella deceduta il mese scorso.

Yana dopo il funerale della sorella aveva deciso di rimanere in Ucraina per un po' di giorno accanto alla madre. “Mentre ero lì – ha raccontato - l'altra mia sorella, che vive a Kiev, mi ha telefonato, di notte, dicendo che era scoppiata la guerra, che sentiva e vedeva bombe e che era già un disastro”. Quindi la decisione di partire in fretta, con i nipoti, prima che la situazione precipitasse. Ma è stata un’odissea riuscire a prendere quell’autobus per raggiungere l’Italia.

“C’era gente che piangeva e si disperava, donne e bambini, anche piccolissimi, che fuggivano per mettersi al sicuro. Abbiamo dovuto aspettare tantissimo  - ricorda ancora Yana -   la sera tardi, prima di poter salire su un mezzo. E lì eravamo strettissimi, tutti ammucchiati, quasi non si respirava". Da Leopoli via verso Varsavia. Ma alla frontiera 18 ore di attesa con i soldati che facevano i controlli. Scene di disperazione e paura alla frontiera, ma anche la solidarietà della gente del posto che portava cibo e coperte. A Varsavia Yana e la sua famiglia hanno trovato accoglienza in una villa, prima di riuscire in Italia.

La donna è contenta di essere riuscita a portare al sicuro i nipoti e della solidarietà, ma adesso il pensiero va sempre a chi  è rimasto. "Mio cugino ha avuto la casa distrutta dalle bombe: lui si è salvato perché in quel momento era uscito per prendere qualcosa in macchina – racconta ancora - mia sorella quasi ogni notte è costretta a rifugiarsi sotto terra”. Ora Yana vuole solo che torni la pace al più presto, la sua migliore amica è russa, “Prima non capivo il valore della parola pace, adesso l'ho scoperto. Serve la pace per stare bene, per fare tutto. E mi auguro che torni al più presto".

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