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Martedì, 25 Giugno 2024
Cronaca

Fatture false e redditi non dichiarati: tre persone denunciate, sequestrati 300mila euro di quadri, vini e monete preziose [VIDEO]

Nel mirino della guardia di finanza un imprenditore teatino di 72 anni e altre due persone, accusate di evasione fiscale, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, autoriciclaggio e bancarotta

Tre persone denunciate per frode ai danni dell'erario, un sequestro da 300mila euro fra disponibilità liquide e beni consistenti in opere d'arte, monete preziose e vini pregiati. È l'esito di un'operazione del comando provinciale di Chieti della guardia di finanza, nell’ambito di una complessa e articolata attività investigativa condotta dai militari del dipendente gruppo.

L’inchiesta delle Fiamme Gialle, delegata dal sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Giuseppe Falasca, ha consentito di svelare quella che, secondo gli investigatori, sarebbe una sofisticata architettura criminosa dedita all’evasione fiscale, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, autoriciclaggio e bancarotta.

La meticolosa ricostruzione dei flussi finanziari condotta ha permesso di individuare un imprenditore che, con l’ausilio di prestanomi, avrebbe costituito società cooperative, alcune esistenti solo sulla “carta”, nelle quali confluivano gli obblighi tributari, mai onorati, della propria attività economica operante nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti medicali e sanitari.

I finanzieri, utilizzando le banche dati a loro disposizione, hanno appurato che l'uomo, un 72enne residente a Chieti, per accrescere la liquidità a disposizione, attraverso le aziende artatamente costituite e pertanto non operative, avrebbe fatto ricorso all’emissione di fatture false, reimpiegando parte dell’iniquo ricavato nell’acquisto di opere d’arte, vini pregiati e monete da collezione.

Tre persone, secondo quanto ricostruito nell'indagine della guardia di finanza, a vario titolo, avrebbero contribuito a portare volutamente al dissesto le società cooperative, perpetrando, negli anni, condotte che sono state qualificate, dal pubblico ministero, come fatti di bancarotta fraudolenta patrimoniale.

Il tribunale di Chieti ha disposto il sequestro ai fini della confisca di 300.000 euro che i finanzieri hanno eseguito “congelando” le disponibilità liquide e i beni consistenti in patrimonio artistico, numismatico e vinicolo. La complessa attività investigativa si è sviluppata anche attraverso le contestazioni di natura amministrativa, con l’esecuzione di una verifica fiscale nei confronti dell’imprenditore, a carico del quale sono stati imputati redditi non dichiarati per circa 200.000 euro e i debiti fiscali riconosciuti in capo alle società fittizie.

Il comandante provinciale della guardia di finanza di Chieti, colonnello Michele Iadarola, evidenzia come questa specifica attività di servizio esalti il modus operandi trasversale del corpo a contrasto delle mutevoli forme di frodi fiscali, che spaziano dagli indebiti o inesistenti crediti d’imposta all’evasione fiscale, il tutto in danno del patrimonio pubblico. Il corpo fronteggia quotidianamente i fenomeni lesivi del bilancio dello Stato, prevenendo quelle che sono oramai pratiche illegali sempre più diffuse, complesse e ramificate che distraggono le risorse collettive a danno delle ambizioni di ripresa e rilancio dell’economia del Paese.

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