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Fotovoltaico nell'impianto sportivo a Pizzoferrato, in sette a giudizio

Secondo l'accusa della procura di Lanciano l'impianto venne sdoppiato in 1 mw ciascuno aggirando le norme legislative in materia urbanistica, ambientale e paesaggistica. L'opera costò 400 mila euro

Rinviati a giudizio per concorso in reato ambientale e falsità ideologica l'ex sindaco di Pizzoferrato e sei dipendenti. Il provvedimento fa riferimento all'inchiesta che il 18 settembre 2014 portò al sequestro di un impianto fotovoltaico da 2 MW realizzato all'interno dell'area turistico-ricreativa attrezzata di Pizzoferrato che non poteva essere toccata per 10 anni. Secondo l'accusa della procura di Lanciano l'impianto venne sdoppiato in 1 mw ciascuno beneficiando della procedura abilitativa semplificata (Pas), aggirando le ferree norme legislative in materia urbanistica, ambientale e paesaggistica.

L'opera costò 400 mila euro con finanziamenti della Regione, Comunità di Quadri e Comune; l'obiettivo era la valorizzazione del fiume Sangro. I lavori sono finiti nel 2006.

Per quei fatti saranno processati l'ex sindaco Nicola Tarantini, dDante Bucci, dipendente dell'ufficio tecnico comunale e i legali rappresentanti e tecnici della Agrienergia srl di Genzano di Lucania, in provincia di Potenza: Romolo Faustino Ferrazzi, Donato Nei, Michele Lo Buono, Rocco Iacovera, Francesco Piturro.

Il processo è fissato al 19 aprile 2016.

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