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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca Fossacesia

Cassazione: se il bimbo cade al parco, compito dei genitori vigilare

La sentenza della terza sezione civile sul caso di un bimbo di Fossacesia che nel 1998 riportò danni permanenti dopo la caduta da un dondolo. I genitori fecero causa al Comune, assolto in primo e secondo grado. Serviva, dice la sentenza, "una qualche vigilanza degli adulti"

Un genitore "che accompagna un bambino in un parco giochi deve avere ben presente i rischi che ciò comporta" e se si verifica una caduta non può invocare la responsabilità altrui per l'esistenza di una situazione di pericolo "che egli era tenuto doverosamente a calcolare". Lo sottolinea la Cassazione, dando torto - in un contenzioso con il Comune - ai genitori di un bambino che ha riportato danni permanenti al volto per la caduta da un cavallo a dondolo in un parco a Fossacesia.

I fatti risalgono all’ottobre del 1998. Il bimbo, che all’epoca aveva 6 anni, scivolò dalla giostra sbattendo un occhio. La diagnosi dei medici fu “frattura del pavimento orbitario”. I genitori fecero causa al Comune, che però venne assolto prima in tribunale a Lanciano, poi in corte d’appello all’Aquila. I giudici rilevarono che le giostre erano state installate di recente, e dunque “pienamente conformi alla normativa” sulla sicurezza. Anzi, secondo i giudici l’incidente fu determinato dalla scarsa attenzione della madre nel sorvegliare il bimbo.

E oggi la Cassazione, terza sezione civile, conferma la ricostruzione del giudizio di merito. E spiega che, a meno che non risulti provato che le giostre fossero difettose, e dunque pericolose, non si può invocare la responsabilità di un terzo. L'utilizzo delle giostre - sottolinea la Corte - presuppone "una qualche vigilanza da parte degli adulti".

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