Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Atessa

La provocazione di Forza Nuova: "Abolire la ricorrenza del 25 aprile"

I militanti di Forza Nuova hanno acquistato spazi pubblicitari per “raccontare - dicono - alcune delle storie tragiche degli italiani assassinati dai partigiani comunisti. Una vera e propria mostra alla luce del sole, lungo le strade di Atessa”

L’iniziativa, soprattutto perché realizzata a pochi giorni dal 25 aprile, festa della Liberazione, è certamente destinata a far discutere. Si tratta della richiesta della sezione di Atessa di Forza Nuova, che chiede di abolire questa ricorrenza “in cui - si sostiene in un comunicato stampa diffuso questa mattina (sabato 23 aprile) - gli italiani non si riconoscono più”. 

E per dar forza alla loro richiesta, i militanti di Forza Nuova hanno acquistato alcuni spazi pubblicitari in città per “raccontare - dicono - alcune delle storie tragiche degli italiani assassinati dai partigiani comunisti. Una vera e propria mostra alla luce del sole, lungo le strade di Atessa”. 

Per la “mostra”, Forza Nuova ha scelto “quattro terribili vicende, scelte simbolicamente tra le tante con il tentativo di raccontarle tutte”. Atrocità che si consumarono tra il Veneto e l’Emilia-Romagna - prosegue il comunicato - una bambina stuprata e uccisa (Giuseppina Ghersi), un giovane seminarista spogliato della sua veste talare e assassinato (Rolando Rivi), una strage di civili (Schio) e quella di militari della RSI trucidati dopo una resa accordata (Oderzo). Fatti avvenuti, spesso, dopo il 25 aprile 1945, quando la guerra era finita, quando l’odio e la ferocia partigiana insanguinarono il nord Italia, non risparmiando nessuno: uomini, donne, bambini, anziani, civili, sacerdoti e militari. Un sospetto di ‘simpatie’ per il fascismo significava la condanna a morte e, se eri ‘fortunato’, passavi prima per un processo sommario. Oltre 20mila epurati nei mesi e negli anni successivi alla fine della guerra”.

L’obiettivo, sostengono i militanti, cercano di “rendere ‘giustizia’ a quei Patrioti che non la ebbero dai tribunali, dalle istituzioni e dalla politica. 100mila italiani morirono tra le fila della Repubblica Sociale Italiana e non possono essere lasciati nell’oblio”.

L’iniziativa è stata ispirata da una lettera inviata dal giornalista Marcello Veneziani, nel 2014, al direttore del quotidiano Il Tempo. “Nell’attesa di un provvedimento che riconduca il giorno del 25 aprile alla sola festa di San Marco Evangelista - prosegue il comunicato - esortiamo le istituzioni, in modo particolare i sindaci, ad avere il coraggio e la dignità, durante i loro discorsi, di spendere una parola per quei connazionali che, animati da un fervente amore per la Patria, la Fede e la Libertà, combatterono e caddero eroicamente ‘dall’altra parte’. Lo stesso invito lo rivolgiamo ai docenti: parlate ai vostri alunni di questi crimini, affinché la loro formazione sia completa e non sia influenzata dalle menzogne”.

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