Cronaca Bomba

Forest Oil cerca imprese per l'impianto di Bomba, no degli enti locali

L'azienda lancia un portale per reclutare aziende e raccogliere curricula. Per Confindustria il progetto di estrazione del gas aiuterebbe l'occupazione regionale, ma Provincia e comuni continuano a dire no a tutela dell'industria turistica

Un portale online per reclutare fornitori locali e incrementare così l’occupazione. Usando anche il web, Forest Oil prosegue nel progetto dell’impianto di Monte Pallano, a Bomba, per estrarre gas dal lago. E crea un sito (lavoro.forestbomba.it) dove le aziende possano inviare proposte e curricula per prendere parte al progetto. Un’iniziativa avallata da Confindustria Chieti, che la ritiene utile per l’approvigionamento di risorse energetiche. Ma che incontra una netta opposizione da parte della provincia di Chieti e da 19 comuni, incluso quello di Bomba.

Il giacimento di gas in questione è stato scoperto più di 40 anni fa, ma finora non è mai stato sfruttato perché ritenuto pericoloso. La Forest Oil, però, insiste nel voler realizzare l’impianto di estrazione, sostenendo che questo realizzerebbe il fabbisogno energetico dell’intero Abruzzo. In più, sarebbe anche un valido rilancio per l’economia di Bomba e dell’intera regione, dato che sul portale dell’azienda possono proporre la loro collaborazione vari tipi di aziende: estrazioni, costruzioni, trasporto, commercio all’ingrosso. L’azienda assicura che i timori per l’ambiente sono solo frutto i disinformazioni.

Eppure gli enti locali non cambiano idea: già dallo scorso giugno la Provincia e i comuni hanno firmato un documento congiunto per dire no alla Forest Oil “ritenendo che la vocazione naturalistica e turistica rappresenti una priorità assoluta da tutelare”. Per i sindaci di Bomba e dei comuni limitrofi l’industria del turismo e l’indotto generato vanno protetti senza rischiare un impoverimento che l’impianto di estrazione del gas provocherebbe. Ma la motivazione più forte dell’opposizione deriva dal fatto che l’area in cui sorgerebbe l’impianto produce già energia, pulita e rinnovabile, grazie all’invaso artificiale di Bomba e alla centrale idroelettrica di Altino.

Un secco no arriva anche dal consigliere regionale Franco Caramanico (Sel), secondo cui l'impianto "contrasta con le prescrizioni del Piano della qualità dell'aria di cui la Regione Abruzzo si è dotata con la giunta di centro-sinistra". Caramanico invita la Commissione che dovrà valutare l'impianto ambientale a tenere conto del Piano, in base al quale "impianti come quello della Forest possono sorgere solo in aree produttive attrezzate, tra le quali non rientra la centrale della Forest Oil". 

 

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