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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca Bomba

Forest Oil Bomba: il parere di comuni non conta?

Sel ricorda la netta opposizione dei cittadini dei comuni della Val di Sangro all'impianto. Ma la palla potrebbe passare al Minsitero, che potrebbe scavalcare la volontà dei 19 comuni contrari

La Federazione Provinciale di Chieti di Sinistra Ecologia e Libertà esprime preoccupazione per gli ultimi sviluppi della vicenda riguardante la multinazionale americana Forest Oil e il suo progetto di costruzione di un impianto di coltivazione e trattamento di gas naturale nel Comune di Bomba.

La proposta dell’azienda americana aveva ottenuto la netta opposizione dei cittadini dei comuni della Val di Sangro, riunitisi nel comitato di Gestione Partecipata del Territorio, assieme alla ferma contrarietà della Provincia di Chieti e dei 19 comuni del Sangro-Aventino.

"Lo scorso aprile – ricorda Alessandro Cianci, coordinatore provinciale Sinistra Ecologia e Libertà - anche il Comitato di Coordinamento Regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale aveva dato parere contrario al progetto ma con una relazione eccessivamente succinta che non teneva in considerazione le numerose osservazioni tecniche (raccolte in un documento di circa 100 pagine) prodotte dai membri del comitato. A seguito di tale relazione la Forest Oil ha avuto gioco facile nel demolire la decisione del comitato regionale e, allo stato attuale, si rischia che l’ultima parola passi direttamente al Ministero dello Sviluppo Economico, negando in tal modo alle nostre comunità la possibilità di scegliere quale futuro dare al proprio territorio”.
 

Sinistra Ecologia e Libertà promette battaglia contro “l’ennesimo tentativo di depauperamento del nostro patrimonio ambientale”. “Il progetto – conclude Cianci – si inscrive in un più ampio piano di sviluppo del nostro territorio in senso decisamente minerario al quale va, secondo noi, contrapposto un progetto alternativo di sviluppo che risponda a criteri di ecocompatibilità e di sostenibilità ambientale e che rafforzi piuttosto la vocazione turistica dell’Abruzzo da tutti magnificata a parole ma nei fatti continuamente negata”.

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