Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

"Fonte Tettoni così non ci piace", da Pretoro l'appello per la storica fontana

I lavori hanno trasformato lo storico abbeveratoio che, secondo molti, oggi non è più funzionale. Con Felice Marcantonio abbiamo ricostruito le vicende relative alla bizzarra ricostruzione di fonte tettoni, sulla Maielletta

foto di Fabrizio Fanciulli

Quando ci sono dei lavori in corso, tutti si aspettano utilità e migliorie estetiche. Purtroppo a volte si resta delusi ed è quanto accaduto nel parco della Majella, quando due anni fa è stata ricostruita fonte tettoni . 

La fontana, storico abbeveratoio di greggi, pastori, escursionisti e montanari che insiste sul territorio del comune di Roccamorice, in uno dei punti panoramici più belli d'Abruzzo, è stata restaurata dopo il crollo in seguito alle continue richieste dei pretoresi ma, ad opera finita, ci si è accorti che il lavoro presentava problemi strutturali. Le vasche infatti perdono in più punti, il tubo di scarico non sembra adatto a mantenere un livello regolare di acqua da permettere l’utilizzo da parte degli animali. L’acqua poi, ristagna nella ghiaia attorno rendendo difficile anche per l’uomo accostarsi per bere, mentre la mucillagine prospera perché lo scarico, appunto, non funziona.

E’ il pretorese Felice Marcantonio, chimico in pensione, a srotolare l’elenco delle cose che non vanno. “Mai e poi mai avremmo pensato che la fontana rinascesse così brutta, con diversi difetti tecnici, perdite varie dalle vasche, tali da presentarsi come una latrina. In due anni non siamo riusciti a farla riparare – racconta -  E rimasta figlia ignota e abbandonata facendo fare alla nostra terra una figuraccia da trivio”.
 
Marcantonio ha preso davvero a cuore la battaglia per il risanamento di fonte tettoni e due anni fa ha fondato un gruppo su Facebook dove ogni giorno segnala gli sviluppi della vicenda tenendo alta l’attenzione su quello che più volte dai circa 300 membri viene definito ‘un aborto che deturpa una delle più belle terrazze del nostro territorio’.

“La fontana pare sia stata realizzata approfittando del rifacimento di un tratto di acquedotto Pretoro-Chieti – spiega Marcantonio - forse per buon cuore di qualcuno o perché stufo di sentirci, oltre due anni fa, a ricostruirla, dirottando, così pare, risorse dall'acquedotto alla fontana. A forza di scavare abbiamo scoperto che il progettista è stato l’architetto De Vito che ha affidato la ricostruzione all'impresa costruttrice Primavera di Guardiagrele”. L’impresa aveva promesso già nel 2013 alla comunità un nuovo intervento, mai concretizzatosi.  "E pensare che basterebbero alcuni modesti interventi per renderla fruibile” sottolinea ancora Marcantonio che intende mettersi a disposizione di chi interverrà.

Nei giorni scorsi il sindaco di Roccamorice, Alessandro D’Ascanio, ha garantito un impegno a trovare una soluzione per correggere i numerosi difetti della fontana. “Il lavoro – ha fatto sapere -  è stato messo in atto dal Commissario al Bacino idrico del fiume Pescara, senza consultazione alcuna con il Comune di Roccamorice, provocando la trasformazione di un fontanile ovino in qualcosa d'altro”.

Intanto il signor Marcantonio sta provando coinvolgere anche il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, originario della vicina Roccamontepiano. "La fontana - ripete - è uno scempio che grida vendetta e suscita l'ironia dei turisti".

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