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Cronaca

Nomine Asl, Flacco e Di Pietro assolti dal reato di abuso d'ufficio

Il direttore generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti e l'ex direttore amministrativo sono stati assolti dal tribunale di Chieti. La vicenda prese le mosse dall'esposto-denuncia presentato da Mauro Febbo

Flacco dopo l’assoluzione: “Mai avuto paura della verità” 

"Cosa posso dire? Che siamo due a zero, e non c’è molto altro da aggiungere": così il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco, risponde a quanti gli hanno chiesto un commento dopo l’assoluzione piena ottenuta al processo che lo vedeva imputato con l’ex direttrice amministrativa Sabrina Di Pietro.

"Già qualche mese fa si era espressa sullo stesso argomento la Corte dei Conti - aggiunge Flacco - che aveva archiviato il caso, sollevato sempre dal presidente della Commissione regionale di vigilanza, autore anche della denuncia in Procura. Per la magistratura contabile non era stato prodotto alcun danno erariale con la nomina della Di Pietro, così come oggi la stessa non configura alcun reato sotto il profilo penale. Sono sempre stato sereno perché consapevole di aver agito nella legalità e nel rispetto delle regole, ma questa sentenza aggiunge qualcosa in più: la forza che deriva dalla verità accertata. E che mi permette oggi di dire che in realtà un abuso c’è stato, ma di arroganza e malanimo da parte di chi con una violenza inaudita ha infangato quest’Azienda e i suoi rappresentanti. Dipinti come malfattori, bugiardi, indegni del nostro ruolo. Per chi crede nella sacralità della carica pubblica, è uno sfregio, che comunque ferisce credibilità e immagine. Siamo stati fatti a pezzi prima di essere giudicati dalla magistratura ordinaria e condannati anzitempo dalla politica sleale e volgare. La sentenza di ieri, perciò, dissolve le ombre, costruite ad arte, e rimette a posto i pezzi. Rinnovo la mia stima, mai venuta meno, peraltro, a Sabrina Di Pietro, la quale con onestà e passione ha profuso il massimo impegno per la nostra Azienda, che ha voluto preservare dal fango rassegnando le dimissioni. Un gesto nobile, raro di questi tempi. Che fa la differenza tra le persone".

?Febbo: "Nessun atto vessatorio"

 In merito all’assoluzione della dottoressa Sabrina Di Pietro il consigliere regionale Mauro Febbo precisa quanto segue: “Ho posto in essere un atto dovuto nella mia qualità di presidente della Commissione di Vigilanza della Regione e nell’espletamento del ruolo e delle funzioni istituzionali che mi vengono richiesti. L’esposto non è nato da alcun intento vessatorio e/o polemico e/o accanimento, men che meno di carattere personale, nei confronti della  d.ssa Di Pietro ma da fatti oggettivi e atti documentati. La circostanza che la dott.ssa Di Pietro si sia occupata di una struttura socio assistenziale e non di una struttura socio-sanitaria è stata rilevata nella sentenza n. 194/2011 del tribunale penale dell’Aquila nella quale è stato accertato che la predetta struttura non svolgeva attività riconducibile a quella sanitaria. Infatti le circostanze da me esposte sono state pienamente condivise dalla stessa Procura della Repubblica di Chieti che ha disposto i propri necessari accertamenti, ritenendo gli stessi idonei a sostenere la pubblica accusa in giudizio; in caso contrario, non si sarebbe arrivati a dibattimento, bensì sarebbe stata formulata richiesta di archiviazione. Prima di ogni considerazione – conclude Febbo - sarà comunque opportuno leggere le motivazioni della sentenza e le conseguenti decisioni della Procura al fine di poter di esprimere eventuali valutazioni finali sulla vicenda”.  

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