Cronaca Santa Filomena

Amianto e rifiuti sulle sponde del fiume Pescara: denuncia del Wwf

Eternit abbandonato in attesa di rimozione, pecore al pascolo tra frigoriferi abbandonati e batterie di auto, rifiuti in plastica sugli alberi: "Segnaliamo inascoltati da anni una gravissima situazione. C'è anche amianto e gli enti pubblici non possono continuare e ignorarlo"

Una ragazza deve consegnare una ricerca di classe dove deve mettere in evidenza il problema dei rifiuti a Chieti e si rivolge al Wwf per chiedere dove andare a fotografare discariche abusive. La risposta, purtroppo, è semplice: dirigersi verso Santa Filomena e, dopo il rondò che conduce al ponte delle fascine, scendere al parco fluviale. Qui, come l'associazione teatina denuncia da anni, continua a campeggiare una discarica di amianto e, dopo l'alluvione del dicembre 2013, tra i rami degli alberi sono rimaste trattenute come in una rete, una infinità di plastiche che hanno dato vita a quelle che potremmo chiamare land art. 

RIFIUTI, ETERNIT, ALLUVIONE- In questi giorni arriva l'ennesima denuncia dell'associazione. "Già nel 2008 – ricorda il presidente del Wwf Chieti Nicoletta Di Francesco – in un' assemblea pubblica denunciavamo la massiccia presenza di rifiuti disseminati lungo le sponde e proponevamo agli assessori e ai consiglieri comunali presenti, tra i quali c’era anche l’attuale sindaco, di chiudere le strade golenali quale soluzione per impedire la trasformazione dell’area in una discarica diffusa. Nei periodi successivi abbiamo continuato a far presente la situazione di degrado delle sponde, non solo nel territorio di Chieti”.

Nel febbraio 2010 l'allora presidente regionale Wwf, Camilla Crisante intervenne sulla questione e ad agosto la questione rifiuti sul lungofiume divenne di una denuncia presentata alla Procura della Repubblica. "Nel 2012 - continua Di Francesco - siamo tornati sull’argomento segnalando pecore al pascolo tra frigoriferi abbandonati e batterie di auto. In quella segnalazione abbiamo fornito anche una foto dell’ingresso del parco fluviale con in bella mostra un telo della ditta Mantini che copriva eternit abbandonato in attesa di un intervento di rimozione che invece non è mai avvenuto. Quello stesso cumulo di rifiuti è ancora lì, dopo l’alluvione del dicembre scorso, e la situazione non è certo migliorata.

La preoccupante presenza di un gregge al pascolo tra i rifiuti nella zona SIR di Chieti Scalo è stata affrontata con una segnalazione del Wwf ai carabinieri del Noe, al sindaco e alla Asl. Siamo nel settembre 2013. A dicembre la già ricordata alluvione con il fiume che si porta via di tutto lasciando tra i rami degli alberi, trattenute come in una rete, una infinità di plastiche. È così – sottolinea Nicoletta Di Francesco - che ci appaiono gli alberi oggi, istallazioni innaturali, Land Art non più metafora del futuro, ma realtà terribilmente attuale.

Ecco, con questa ennesima segnalazione, vorremmo che nel prossimo futuro non fosse più così". Pulire però non basta: bisogna anche impedire che ci siano nuovi abusi.

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